Archivi del mese: maggio 2010

A conclusione del mese mariano

In questi giorni siamo di nuovo stati sommersi dagli impegni e pur non essendo io una mamma che fotografa molto, provo ora a documentare alcuni passaggi importanti.
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Il valore del lavoro di Charlotte Mason oggi/1

Faccio seguito a un primo post su Charlotte Mason e inizio qui la proposta di una serie di brani tratti dal libro When Children Love to Learn. A Practical Application of Charlotte Mason’s Philosophy for Today, a cura di Elaine Cooper, edito da Crossway Books (Wheaton, Illinois), nel 2004. Questo libro mi ha colpito perché è esattamente quello che promette il titolo: una applicazione pratica della filosofia di Charlotte Mason per i nostri giorni. Un buon approccio al pensiero e ai metodi dell’educatrice inglese, adatto anche per chi non abbia troppe informazioni pregresse e voglia confrontarsi con un testo particolarmente attuale.

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Matematica per tutti!

Forse memore del mio pessimo rapporto scolastico con la matematica, mi capita spesso di cercare dei modi divertenti per proporre questa materia.

Per i più piccoli, un gioco di legno vintage, trovato in una bancarella: le tavolette di legno riportano i numeri da 1 a 10 e dei disegni di frutti che rappresentano il numero. In ogni frutto c’è un picco foro. Il gioco consiste nell’infilare dei pioli dentro ai fori, associando il numero alla quantità.
Per gli altri un gioco un po’ più impegnativo, praticamente a costo zero e che può essere fatto in casa con gli stessi bambini che lo useranno. L’idea è stata presa da questo libro, che è una vera miniera di idee, da realizzarsi per la maggior parte con materiali semplici quali carta, cartoncino, colla, righello, colori.
Su un cartoncino va disegnata una griglia quadrata, composta a sua volta da 16 quadrati (4 per lato). Su dei cartoncini colorati in 4 diversi colori vanno ricavate 16 tesserine quadrate (4 per colore, il lato misura come una casella della griglia preparata in precedenza), disegnate 4 forme diverse (a piacere). Ogni forma si deve ripetere per 4 volte, una volta per ogni colore.
Il rompicapo consiste nel disporre le tessere sulla griglia, senza mai ripetere la stessa forma o lo stesso colore nelle colonne verticali e orizzontali. Dopo vari tentativi si scopre che il trucco c’è, ma è meglio capirlo da soli…
Vi dico solo che io ci ho messo circa 15 minuti la prima volta (non sono molto sveglia, lo so), Caterina (9 annni) e Giulia (16 anni) circa 20 minuti… Giorgio (8 anni) ci ha messo 2 minuti scarsi, e sa ripeterlo!
Un altro strumento che amo molto è questo gioco in legno: riporta le tabelline dall’1 al 9. Da un lato di ogni cilindro c’è la moltiplicazione da fare, dall’altro si può verificare il risultato.

Questo strano marchingegno è allegato al libro La linea del 100, che propone un metodo originale e molto intuitivo per introdurre i calcoli fino al 100. In particolare il sistema è molto utile per allenare al calcolo mentale, scomponendo e ricomponendo i numeri: prima il procedimento si fa con le caselle dello strumento, col tempo diventa talmente automatico che si può abbandonare ogni supporto.

Qui riponiamo il nostro materiale (ci sono anche delle pinze da bucato e un rotolo di corda, per allestire all’occorrenza una linea del tempo).
Infine segnalo un sito a cui ho iscritto i miei figli, è in inglese ma può essere agevolmente fruito con un adulto (per i più piccoli) o – dopo un po’ di esercizio – da soli.
Si tratta di www.ixl.com, per creare un account bisogna fornire i dati della propria carta di credito ma, per una cifra mensile equivalente a un paio di giornalini, si possono fare esercizi matematici illimitati, divisi per fasce di età (indicativamente dai 3 agli 11 anni). Gli esercizi sono raggruppati per argomento (calcoli, stima, percentuali, geometria, ore, denaro, statistica…), alla fine di ogni gruppo di esercizi si riceve un premio (si accende una casella con un disegno in una specie di medagliere personale). Ogni volta che il bambino si esercita il genitore riceve una mail con un report, che gli dice cosa ha fatto e per quanto tempo.
Come in tutte le cose, però, il suggerimento è di non eccedere: quando i miei figli hanno l’impressione di essere troppo spinti recalcitrano come muli!

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Domenica, lunedì, martedì

Sono stati giorni pieni di avvenimenti: in primo luogo, domenica scorsa, c’è stata la Prima Comunione di Caterina.

E’ stato un bel momento emozionante, specie per una bambina come lei, che è davvero molto sensibile. C’è stata anche una certa dose di trambusto, avendo organizzato un pranzo in casa nostra con i parenti.


Lunedì siamo andati tutti a visitare la Sacra Sindone: un momento davvero speciale di preghiera e raccoglimento. Giorgio, in particolare, che inizialmente era un po’ dispiaciuto perché aveva saltato l’allenamento di calcio, è rimasto molto colpito dalla visita ed era davvero contento di essere venuto con noi.

Martedì, cioè ieri, era invece il compleanno di Benedetta che compiva 4 anni. Nella foto qui sotto è con alcuni regali. Notare il trucco, che era il regalo a cui teneva di più, e che ovviamente ha subito utilizzato.

Il momento delle candeline…
La torta è una libera interpretazione, in versione più terra-terra, della torta proposta da Smile, ma mia figlia era ugualmente entusiasta.
Oggi… una comune giornata di lavoro, ma sto preparando qualcosa per il blog…


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Charlotte Mason


Charlotte Maria Shaw Mason (1842-1923)

“Education is an atmosphere, a discipline, a life”

Inglese, nata a Bangor (nel Galles), protestante, Charlotte Mason fu educata in famiglia. Divenne insegnante e si occupò di pedagogia. Nella convinzione che le famiglie avrebbero potuto trarre giovamento dalla conoscenza di alcuni principi pedagogici, diede una serie di conferenze, pubblicate in seguito col titolo Home Education. Nel 1887 ha fondato il PNEU (Parent’s National Education Union) e nel 1892, a Ambleside, l’House of Education, un centro che si occupava della formazione degli insegnanti che erano poi inviati nelle varie scuole sorte per adottare i suoi metodi.

Charlotte Mason è all’origine di un metodo pedagogico molto diffuso nell’Inghilterra di inizio ‘900 e oggi ripreso da alcune scuole, ma soprattutto da numerosi homeschoolers, sia cattolici sia protestanti. Il metodo è fondato su alcuni semplici principi di base:

l’uso di quelli che Charlotte Mason chiama living books, che sostituiscono del tutto i libri di testo: la convinzione è che il bambino abbia un accesso più diretto alla cultura se legge (o se gli sono letti, in età più tenera) dei libri che abbiano un valore in sé, si tratti di opere letterarie di prima mano, o di biografie di personaggi storici, o libri di viaggio, o memorie e diari di scienziati, in ogni caso libri che possano appassionare e creare nel bambino un approccio alla bellezza della letteratura e al particolare fascino di voci “vive”, le quali – ognuna con accenti diversi – costituiscono un accesso alle varie discipline. In questa prospettiva sono proposti Shakespeare, la poesia e le lingue straniere in età piuttosto precoce, ma senza forzature;

importante come la lettura, è lo stimolo dato al bambino a ripetere, discutere e riassumere quanto ha letto (o gli è stato letto), tale sintesi può essere fatta in molti modi: provando a esporre verbalmente ciò che si ricorda, usando la forma scritta del riassunto e della relazione, o tramite un disegno o una rappresentazione teatrale; a libri vivi deve corrispondere una cultura viva che si interroga e si organizza con sempre maggiore autonomia;

l’amore per il lavoro fatto alla perfezione, per un piccolo lasso di tempo ogni giorno (imparare a memoria poesie, brani letterari e soprattutto passi della Bibbia, esercizi di calligrafia, di matematica…), in particolare è importante dosare piccolissime dosi di esercizi diretti (che aumentano con l’età), insistendo piuttosto sulla piena comprensione delle materie affrontate;

l’importanza dello studio diretto della natura, spingendo i giovani a vivere all’aperto il più possibile, incitandoli a tenere un diario naturalistico, a riconoscere le specie botaniche e animali incontrate, a osservare l’ambiente che li circonda, ma anche semplicemente a camminare, giocare e vivere all’aperto;

limitare lo studio accademico a poche ore al giorno e comunque limitarsi a brevi lezioni, introducendo in parallelo un particolare approccio allo studio dell’arte, della musica e della drammatizzazione;

adottare nei confronti del bambino un’educazione amorevole e rispettosa, che incoraggi a sviluppare le virtù cristiane, che dia sostegno a una solida base di studi, pur riuscendo a nutrire anche i bambini meno dotati per lo studio accademico;

un’impostazione cristiana, che prevede lettura e memorizzazione della Bibbia, proposta di valori e virtù cristiane, preghiera in famiglia…;

lo stimolo alla formazione di buone abitudini, sia di studio sia personali, come sostegno alla personalità e allo sviluppo del bambino.

Le brevi lezioni dovrebbero comunque essere limitate alla prima parte della giornata, mentre nel pomeriggio i bambini dovrebbero vivere all’aperto, oppure occuparsi di attività artistiche, musicali o riguardanti la manualità e la cura domestica.

Come si vede, si tratta di un sistema molto equilibrato, non eccessivamente intellettualistico, che tende a dare una buona cultura di base, senza penalizzare i bambini che non hanno particolare amore per lo studio: al contrario, proprio perché basato su un approccio al bello, al bene e al vero, questo metodo nutre principalmente l’anima dei ragazzi, dando loro quell’amore per la vita dello spirito che dovrebbe durare ben oltre il percorso scolastico di un individuo.

Personalmente mi ero fatta inizialmente l’idea che i seguaci di Charlotte Mason fossero un po’ dei nostalgici vittoriani, dediti al ritrovamento di vecchie edizioni di libri per bambini, vestiti in abiti demodé e in generale un po’ passatisti: ho invece dovuto ricredermi, sia per l’attualità dei principi pedagogici della Mason, sia grazie ad alcune letture interessanti.

Soprattutto, più mi informo su questo metodo, più sento risuonare qualcosa in me, quel particolare “riconoscimento” di realtà già possedute, che chiedevano solo di essere espresse con chiarezza.

In questi giorni è stata pubblicata da Sybille una bella intervista con una famiglia che segue i principi della Mason, dove si segnalano anche testi e siti fondamentali per un approfondimento.

Mi permetto di segnalare in particolare il sito http://materamabilis.org/ma/ e un volume, che sto leggendo in versione Kindle e del quale spero di poter parlare in futuro in maniera più approfondita.

Ad integrazione della “sitografia” fornita da Sybille aggiungo:

http://www.charlottemasonhelp.com/

http://www.livingbookscurriculum.com/

http://mum6kids.wordpress.com/

Tornerò presto sull’argomento…

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Gioia!

Questo è IL tema.
Nessuna virtù, nessuno sforzo, nessun traguardo sarà sufficiente, o importante, senza la capacità di gioire. Sembra che la fatica porti via tutto, strappi le personalità. Il dolore fisico dà un’andatura da leoni feriti, curvi su sé stessi, attenti a non farsi raggiungere, toccare.
Avevo pensato di avviare un progetto, la proposta ai bambini di una virtù ogni 6/7 settimane.
Il primo pensiero è stata la gioia. Ho chiesto loro cosa li rende felici, cosa dà loro gioia. E come credono di poter portare gioia agli altri. Avevo cercato passi di gioia nella Bibbia, specie nei Salmi, volevo proporre l’attenzione su piccole gioie quotidiane… mi sono arenata.
Da tempo sento una fatica sproporzionata rispetto a quel che faccio, un dolore fisso alla schiena, a cui si è aggiunto il dolore forte a una spalla: questo mi ruba lucidità, disponibilità, gioia. Mi rimangono solo ruggiti.
Vedo bene che qui, proprio accanto a me, c’è qualcuno che sta anche peggio, ma non riesco a tendere una mano.
Attendo in un angolo che cambi qualcosa.
Ho seguito oggi una conferenza sulla Sacra Sindone, in cui si parlava di chiodi infilati nel corpo, di spine, di frustate. Una sopportazione, anche NEL CORPO, per ME. Una sopportazione che porta la gioia più grande: quella di essere amati, perdonati, attesi. Come posso imparare un poco da questa sopportazione? Come posso farla diventare un po’ mia?

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