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Introibo ad altare Dei

Abbiamo montato il nostro altare coram Deo (cioè orientato verso Dio, a est e nel Tabernacolo).

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Ora possiamo parlare della Messa, dei paramenti e degli arredi liturgici.

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E ripassare le parti della Messa e l’anno liturgico.

Bello, vero? Se vi interessa si trova qui e, per ordinarlo dall’Italia, potete provare qui.

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Quali giochi regalare?

Altrove ho affrontato il tema di tutto quello che bisognerebbe evitare per fare in modo che il Natale diventi sempre più la fiera del consumismo, oggi mi piacerebbe provare a riflettere sulle buone idee regalo, quelle che fanno la gioia e formano la mente dei nostri figli. Se ne è parlato in maniera molto appassionata anche in un post di Mammafelice, che è apparso mentre stavo elaborando il presente intervento: mi fa piacere dunque continuare una discussione che ha fatto riflettere molti genitori.

Intanto segnalo un post in inglese, molto più completo di quanto non riuscirò mai ad esserlo io, che parla appunto dei giocattoli da scegliere e di quelli da eliminare, secondo dei criteri che trovo estremamente sensati, lo trovate qui.

Mi piace soprattutto la frase che dice di immaginare i nostri nipotini a giocare con quel determinato giocattolo.

Ce li riusciamo a immaginare? Se la risposta è sì, probabilmente si tratta di un buon giocattolo. Se la risposta è no, forse non vale neppure la pena di lasciarlo circolare per casa adesso.

Io sarò molto meno esaustiva dell’articolo che segnalo, ma vorrei ugualmente segnalare quali sono i giocattoli che nella nostra famiglia hanno riscosso il maggior successo… e magari mi piacerebbe se altri facessero le loro segnalazioni, per essere di reciproca utilità.

Ecco i criteri che guidano le mie scelte:

– che si tratti di giocattoli durevoli, adatti ad essere utilizzati in modo diverso col cambiare dell’età;

– che siano in materiali naturali (legno, stoffa…) piuttosto che in plastica;

– che siano giochi “aperti”, meglio un giocattolo che non abbia funzioni troppo definite e che permetta al bambino di trasformarlo con la fantasia;

– cha aiutino le mani e il corpo a muoversi.

Ed ecco i nostri preferiti.

Bambini sotto l’anno:

non serve davvero nulla, meglio una maglia fatta a mano, una palla di stoffa assolutamente non tossica, che possa essere messa in bocca senza problemi, un cestino dei tesori come questo, un sonaglio di legno, una giostrina colorata (magari solo qualche pezzetto di stoffa, fatta in casa) da appendere sopra al lettino.

Bambini fino a tre anni:

un carrello di quelli che aiutano a fare i primi passi e servono a trasportare i giocattoli;

una bambola di stoffa, fatta a mano, magari da mamma;

qualche libro resistente e dalle splendide illustrazioni;

qualche semplice strumento musicale;

pastelli a cera, colori a dito e fogli colorati;

costruzioni in legno o una loro variante magnetica;

cubi per fare una torre,

palla morbida.

Dai 3 ai 6 anni:

ancora costruzioni;

trenino di legno;

accessori per le bambole di stoffa (vestiti, un lettino…);

giochi a incastro;

ancora libri e materiale da disegno;

una cucina e qualche accessorio (pentole, frutta, un vassoio);

una casa delle bambole e qualche accessorio;

vari mezzi di trasporto;

una bicicletta senza pedali;

puzzle in legno;

fattoria con animali;

stoffe e qualche accessorio per travestimenti;

memory e gioco dell’oca;

nave dei pirati.

Dai 6 ai 10 anni:

locomotive elettriche per treno in legno;

costruzioni più complesse, ad esempio i miei figli quest’anno desiderano dei Lego;

geomag o altre costruzioni magnetiche simili;

tangram (io ne ho trovato una versione in scatola per due: ci sono due serie di tessere di due colori diversi e dei cartoncini che propongono la figura da comporre, sul retro lo stesso cartoncino riporta anche la soluzione del tangram: vince il primo che riesce a formare la figura data);

scacchi e dama;

Monopoly,

bicicletta, pattini in linea, monopattino, skateboard;

corda per saltare e elastico;

puzzle adatti all’età;

meccano;

castello e ancora nave dei pirati, fattoria, casa delle bambole, ma con qualche accessorio in più;

stoffa e accessori per travestimenti, magari da fare da sé;

burattini;

strumenti musicali veri, non giocattolo;

telaio;

tanti libri (ma solo per i bambini che amano la lettura e solo su argomenti che li appassionino: non trasformate i libri in un regalo “punitivo”, non aiuta certo l’amore per la lettura!).

Vorrei aggiungere qui una postilla sui giocattoli che hanno scopi dichiaratamente educativi: personalmente sono molto circospetta nei loro confronti.

Sono convinta che se un bambino è appassionato di vulcani possa davvero apprezzare una di quelle scatole che permettono di realizzare un vulcano che erutta, se abbiamo in famiglia un patito di dinosauri, niente di meglio di un gioco didattico in merito… ma personalmente diffido dei giochi dichiaratamente didattici, forse perché i miei figli li identificano subito come un tentativo subdolo di insegnare qualcosa, forse perché ho l’impressione che “educativi” sia un aggettivo che si adatta a tutti i giochi, Monopoly è educativo più di Sapientino, almeno a casa mia: perché il primo li fa giocare di gusto (e contare, elaborare strategie…), il secondo rimane nella scatola. Lo stesso vale per alcuni giochi di carte: scala quaranta, ad esempio, ha fatto sì che Marco imparasse numeri e segni già a cinque anni, mentre un bel gioco didattico dal titolo “Impariamo i numeri” sarebbe rimasto intonso. Secondo me il valore educativo del gioco non è nel fatto che degli adulti abbiano cercato di infilarci subdolamente il più alto numero di nozioni possibile, ma che sia bello in sé (non sottovalutate il valore educativo della bellezza, anche quando vostro figlio è in piena fase “Gormiti” e vostra figlia vede solo rosa e strass), che faccia venire voglia di giocare, che possa essere usato in modi sempre nuovi.

Mi piacerebbe sentire esperienze e consigli anche di altre mamme in merito… e vorrei precisare che i link e i nomi di giochi che ho riportato sono a puro titolo illustrativo, questo non è un post sponsorizzato.

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La politica dei regali

Inutile negarlo, nonostante tutti i desideri di downshifting  e frugalità, il periodo natalizio per le famiglie con bambini è anche un momento di massicci arrivi di nuovi giocattoli. Per i genitori diventa un ulteriore motivo di stress, perché magari cerchiamo di evitare il peggior consumismo durante tutto l’arco dell’anno e in pochi giorni dobbiamo affrontare la più cocente débacle.

Di solito, i nuovi giochi si aggiungono a una sovrabbondanza di oggetti già presenti nelle nostre case e nelle camerette dei nostri figli. Inoltre non sempre quel che sembra utile e sensato ai genitori viene visto allo stesso modo da amici e parenti. C’è sempre chi cerca il più grande, luminoso, chiassoso e superfluo pezzo di plastica, sicuro di fare un effetto strepitoso sui bambini nella prima mezz’ora e indifferente al fatto che lo stesso regalo verrà presto abbandonato in favore di altri meno appariscenti, giacendo nella sua voluminosa inutilità nelle stanze dei nostri figli.

Sarà che lo spazio da noi è molto più prezioso degli oggetti che lo ingombrano, sarà che non sarebbe del tutto sbagliato insegnare ai nostri figli un po’ di distacco dagli oggetti e soprattutto una mentalità meno consumista, ma da queste parti è stata elaborata una politica dei regali di Natale. Che si basa su alcuni punti fermi.

1. Filtrare ogni forma di informazione: in questo periodo negozi e supermercati dedicano cataloghi monografici a giocattoli & co., la televisione è se possibile ancora più zeppa di pubblicità del solito, i centri commerciali sono delle trappole, ma neppure un semplice quotidiano è esente da rischi. Avrò un approccio un po’ fondamentalista, ma io filtro tutto. I cataloghi spariscono, non porto i bambini nei centri commerciali neppure negli altri periodi dell’anno, figuratevi ora!, la televisione è contingentata e comunque meglio un dvd o Disney Channel (che è senza pubblicità).

2. La lettera a Babbo Natale o Gesù bambino è abolita, oppure trasformata in una vera lettera di bilancio dell’anno passato e buoni propositi per il futuro: nessuna lista della spesa, meglio una lista di piccoli sacrifici da offrire a Gesù in Avvento. Questo perché molto spesso i bambini sono presi dalla frenesia del chiedere e, specie i piccoli, non sempre sanno distinguere i giochi che davvero useranno nel tempo da quelli che sembrano appetibili perché riportano l’immagine di un personaggio dei fumetti o perché li hanno visti ai loro amichetti o per mille altri motivi.

3. Scelta dei giochi in base a criteri di ragionevolezza, durata, bellezza, multifunzionalità: intanto, niente giochi enormi, niente o poca plastica, nessuna funzione elettronica (in generale, niente luci, musichette, ecc…), possibilmente nulla che abbia il logo dei personaggio del momento (un anno Spiderman, l’altro i Pokemon…). Meglio un gioco in meno e di buona qualità.

4. Preparare per tempo e con calma una lista di giochi o altri oggetti davvero utili: nonni, zii e parenti vari potrebbero chiedere consiglio, meglio non essere impreparati!

5. Via via che i bambini crescono mischiare doni utili (capi di abbigliamento, libri per la scuola, materiale per il disegno, accessori per la cameretta…) ad altri più ricreativi.

6. Eliminare senza pietà: nonostante tutte le buone intenzioni, i giocattoli sembrano riprodursi autonomamente e sanno eludere ogni strategia di controllo preventivo. Non resta che cederli periodicamente, quelli in buono stato possono fare la felicità di altri bambini, per gli altri uno smaltimento ecologico andrà benissimo.

7. Dare a questo periodo di feste un significato molto più profondo e spirituale: leggere i brani dei Vangeli che riguardano la natività o cercare degli adattamenti per i più piccoli, proporre ai bambini di partecipare alla decorazione della casa e coinvolgerli in lavori manuali (possono occuparsi delle decorazioni, di piccoli regali fatti a mano per gli amici, aiutare a preparare i biscotti o gli altri dolci caratteristici, fare biglietti di auguri), seguire almeno alcuni appuntamenti liturgici tra quelli così abbondanti in questo mese (novena dell’Immacolata, festa dell’Immacolata, domeniche d’Avvento, novena di Natale), creare tradizioni di famiglia, come il calendario o la corona dell’Avvento, o come i festeggiamenti di san Nicola e santa Lucia, leggere insieme racconti e poesie di Natale, imparare musiche e canzoni a tema, fare qualcosa per chi ha più bisogno (un gesto di carità, un invito, un po’ di tempo da dedicare).

Certamente quest’ultimo è il punto più importante, senza il quale tutto il resto fa fatica a inquadrarsi nella giusta prospettiva perché, lasciatemelo dire, vedo ovunque intensi tentativi di creare “la magia”, “la festa”, “il ritmo dell’anno”, prescindendo però dal vero significato di quel che attendiamo: “Viene la luce del mondo”. E quella luce non è un simbolo, è una vera persona, che chiede di essere accolta.

Per ora mi fermo qui, ma nei prossimi giorni vorrei riprendere l’argomento parlando invece di buone idee regalo, almeno secondo la nostra esperienza famigliare.

 

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Bilanci di mezza estate

Chissà perché, ogni anno l’estate è per me il momento dei bilanci, dei nuovi progetti…

Anche se ho superato i quarant’anni, risento ancora del ritmo della scuola (solo che ora si tratta della scuola frequentata dai miei figli). Ci sono persone che a Capodanno formulano propositi per l’anno che viene, io lo faccio verso fine agosto, con quella strana sensazione che si prova attendendo la prima giornata di mal tempo, i vestiti invernali nelle vetrine dei negozi, il materiale scolastico da preparare…

In questi giorni subisco il fascino oscuro di termini come space cleaning, home organizing, decluttering… Come se ci avviassimo verso un nuovo inizio (e, per quanto parziale, la partenza dell’anno scolastico è sempre a suo modo un nuovo inizio).

Abbiamo giornate molto destrutturate, anche se le vere vacanze sono finite. Io lavoro a basso regime, ai bimbi chiedo solo di svolgere un po’ di compiti delle vacanze ogni giorno. Sono giornate in parte inconcludenti, ma che sto cercando di godere al massimo. Non ho neppure voglia di fare fotografie, ne ripesco quindi alcune quasi a caso nel mio archivio.

Per il prossimo anno ho molte idee in via di definizione… ne parlerò forse tra un po’.

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Matematica per tutti!

Forse memore del mio pessimo rapporto scolastico con la matematica, mi capita spesso di cercare dei modi divertenti per proporre questa materia.

Per i più piccoli, un gioco di legno vintage, trovato in una bancarella: le tavolette di legno riportano i numeri da 1 a 10 e dei disegni di frutti che rappresentano il numero. In ogni frutto c’è un picco foro. Il gioco consiste nell’infilare dei pioli dentro ai fori, associando il numero alla quantità.
Per gli altri un gioco un po’ più impegnativo, praticamente a costo zero e che può essere fatto in casa con gli stessi bambini che lo useranno. L’idea è stata presa da questo libro, che è una vera miniera di idee, da realizzarsi per la maggior parte con materiali semplici quali carta, cartoncino, colla, righello, colori.
Su un cartoncino va disegnata una griglia quadrata, composta a sua volta da 16 quadrati (4 per lato). Su dei cartoncini colorati in 4 diversi colori vanno ricavate 16 tesserine quadrate (4 per colore, il lato misura come una casella della griglia preparata in precedenza), disegnate 4 forme diverse (a piacere). Ogni forma si deve ripetere per 4 volte, una volta per ogni colore.
Il rompicapo consiste nel disporre le tessere sulla griglia, senza mai ripetere la stessa forma o lo stesso colore nelle colonne verticali e orizzontali. Dopo vari tentativi si scopre che il trucco c’è, ma è meglio capirlo da soli…
Vi dico solo che io ci ho messo circa 15 minuti la prima volta (non sono molto sveglia, lo so), Caterina (9 annni) e Giulia (16 anni) circa 20 minuti… Giorgio (8 anni) ci ha messo 2 minuti scarsi, e sa ripeterlo!
Un altro strumento che amo molto è questo gioco in legno: riporta le tabelline dall’1 al 9. Da un lato di ogni cilindro c’è la moltiplicazione da fare, dall’altro si può verificare il risultato.

Questo strano marchingegno è allegato al libro La linea del 100, che propone un metodo originale e molto intuitivo per introdurre i calcoli fino al 100. In particolare il sistema è molto utile per allenare al calcolo mentale, scomponendo e ricomponendo i numeri: prima il procedimento si fa con le caselle dello strumento, col tempo diventa talmente automatico che si può abbandonare ogni supporto.

Qui riponiamo il nostro materiale (ci sono anche delle pinze da bucato e un rotolo di corda, per allestire all’occorrenza una linea del tempo).
Infine segnalo un sito a cui ho iscritto i miei figli, è in inglese ma può essere agevolmente fruito con un adulto (per i più piccoli) o – dopo un po’ di esercizio – da soli.
Si tratta di www.ixl.com, per creare un account bisogna fornire i dati della propria carta di credito ma, per una cifra mensile equivalente a un paio di giornalini, si possono fare esercizi matematici illimitati, divisi per fasce di età (indicativamente dai 3 agli 11 anni). Gli esercizi sono raggruppati per argomento (calcoli, stima, percentuali, geometria, ore, denaro, statistica…), alla fine di ogni gruppo di esercizi si riceve un premio (si accende una casella con un disegno in una specie di medagliere personale). Ogni volta che il bambino si esercita il genitore riceve una mail con un report, che gli dice cosa ha fatto e per quanto tempo.
Come in tutte le cose, però, il suggerimento è di non eccedere: quando i miei figli hanno l’impressione di essere troppo spinti recalcitrano come muli!

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Sabato, domenica


Sabato è stato un giorno speciale per Caterina… la sua amica del cuore, Serena, ha passato la giornata e la notte da noi! Era la prima volta che lei aveva un’ospite per la notte.
Entrambe il sabato mattina hanno fatto i compiti (ma sorridendo, confrontandosi, chiacchierando sottovoce…, senza il solito senso di fatica che la opprime). Poi si sono dedicate a un lavoretto di loro iniziativa: hanno rivestito una scatola da scarpe, ne hanno decorato il coperchio con un collage e poi hanno modellato un orsacchiotto in una specie di plastilina, con l’intento di incollarlo al coperchio non appena fosse indurito.
Marco si è occupato di una tartaruga sovrapposta a quello che sembra un serpente, Benedetta e io abbiamo preparato un ciondolo per lei (con gli stampini da dolci e una B incisa) e poi una fatina dal volto un po’ deforme, in realtà. Abbiamo usato questo prodotto, che in effetti è maneggevole, oltre a produrre colori bellissimi nel mix dei colori-base presenti nella confezione (con altri prodotti simili ottenevamo sempre un marroncino spento o un viola cupo). Lo so, non è come il play-doh fatto in casa… ma ogni tanto riesco a mettere a tacere la vocetta dentro di me che mi dice di strafare, e mi dico che “qualcosa” è meglio che niente.
Nel pomeriggio Giorgio e Marco sono andati a calcio e poi ci siamo ritrovati tutti alla festa per la presentazione dei campeggi estivi per bambini di Alleanza Cattolica. Al ritorno abbiamo noleggiato un dvd, che abbiamo visto subito dopo cena.
Le due amicone hanno dormito insieme sul divano-letto, e due vocette sommesse e sorridenti si sono sentite a lungo dopo lo spegnimento delle luci…
Il mattino dopo siamo andati insieme a Messa, mentre nel pomeriggio abbiamo manipolato ancora un po’, fatto puzzle complicatissimi e una torta al cioccolato.
Vorrei tanto poter godere maggiormente di queste cose, non doverle sempre recepire tra i fumi della stanchezza e del mal di schiena… mi rendo conto che la gioia è una virtù difficile, ma di questo mi propongo di parlare nei prossimi giorni.

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Aspettando la primavera

E’ nevicato tutta la notte e nevica ancora. Questa mattina ci siamo svegliati con una vista sul paese dei ghiacci…
Eppure ogni precedente esperienza ci dice che prima o poi la primavera DEVE arrivare.
Ecco perché ci siamo procurati carta velina, tondini di legno, corda di canapa e ci accingiamo a costruire aquiloni (seguiranno foto). Inoltre il primo giorno di primavera sarà il compleanno di Giorgio, per il quale sto preparando i regali (uno da parte nostra, uno da parte della nonna paterna, uno da parte dei nonni materni… ovviamente tutto procurato da me). Il pezzo forte sarà uno zaino da esploratore, un una bella stoffa di canapa, contenente una pila di quelle che si mettono sulla testa (tipo minatore), ricetrasmittenti vere ad ampio raggio, Super Optic Wonder (con lente, binocolo, sestante, alfabeto morse, bussola…), richiamo semplice per uccelli (a vite). Con l’aggiunta di penna, taccuino e borraccia diventa il kit essenziale per ogni esplorazione che si rispetti.
Il secondo regalo è un aereo a energia solare comprato tramite questo sito (dove ora però non lo trovo più).
Per il terzo – e ultimo – regalo sono indecisa tra un modellino da montare della Millennium Falcon di Star Wars e un sistema solare da montare e appendere nella sua camera.
Per la festa Giorgio ha scelto il bowling con pochi compagni di classe (e fratellanza varia). L’idea non è male, ma francamente mi piacerebbe poter personalizzare un po’ il rinfresco, che invece prevede trancio di pizza, bibita e torta, senza poter portare nulla da casa.
Sono invece molto indecisa sui regalini per gli invitati. Vorrei che fossero di nostra produzione artigianale e al tempo stesso che piacessero a un gruppetto di maschi ottenni…
Idee?

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