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Sposati e sii sottomessa: ovvero, la sfida al politicamente corretto

Mio marito, nei giorni scorsi, ha deciso che al gruppetto di doni che aveva già preparato per il mio compleanno avrebbe aggiunto un libro che desideravo leggere. Eroicamente ha preso il coraggio a due mani ed è entrato in libreria.

Marito: “Vorrei Sposati e sii sottomessa

Commessa (femmina): “Dice a me?”

Marito: “No, dico, si tratta di un saggio di Costanza Miriano”

Commessa: lo guarda con forte riprovazione

Marito: “Si tratta di una giornalista di Rai 3, il libro è alla quarta ristampa…” (avrebbe quasi aggiunto: guardi che sono una brava persona…)

Commessa (in tono secco e stizzito): “Non l’abbiamo, i magazzini ad agosto sono chiusi”.

La scena si è ripetuta in mezza dozzina di librerie del centro (quando si dice la sfortuna: tutte commesse donne). In alcuni casi anche le clienti hanno aggiunto sguardi e commenti di disapprovazione.

Mio marito, che non è esattamente un troglodita, uomo capace nella sua vita di arringare una platea di centinaia di persone, di essere intervistato su Rai1 senza un brivido eccessivo di emozione, ha capito che pronunciare (da uomo) quel titolo (a una donna) è il massimo del politicamente scorretto e del socialmente riprovevole. Al limite, la richiesta di un manuale erotico sarebbe visto con più simpatia (o almeno minor ostilità). Mio marito mi ha detto di avere insistito per amor mio (non è un tesoro?) e in spirito di mortificazione, come gesto di umiltà. Per la cronaca: ha poi risolto con una grande libreria online.

Il libro invece è divertente, intelligente e pieno di verità profonde dette in tono lieve.

La Miriano ha anche un blog, sullo stesso tema e tono del libro. Se mai leggesse queste righe: da mio marito le segnalo il consiglio di un titolo più pronunciabile in pubblico per il suo prossimo libro. A me invece va molto bene così.

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Canone occidentale, canone personale

L’espressione “canone occidentale”, per quanto molto diffusa, è presa a prestito in particolar modo dal titolo di un volume di Harold Bloom, Il canone occidentale. I libri e le scuole delle età, Bompiani, Milano 1996. Si tratta di un testo importante, che riflette sull’essenza della cultura occidentale, ne identifica gli autori “canonici”, quelli fondativi, e ne divide i principali momenti di sviluppo in quattro fasi: l’età teocratica, l’età aristocratica, quella democratica e infine l’età caotica. Si tratta di un libro che esprime gusti e convinzioni molto personali, anche se avvallati dall’autorevolezza di un grande storico della letteratura, ma che ha il merito di chiedersi quali siano i testi fondamentali della nostra tradizione e di farlo sulla base di criteri quali l’estetica, l’originalità, l’universalità. Il testo ha suscitato anche aspre critiche e polemiche in quanto, oltre a identificare ventisei autori “fondativi” (non necessariamente e non sempre i “migliori”, ma quelli più ricchi di ricadute e influenze nel corso del tempo), l’autore è stato spinto, dall’editore negli Stati Uniti, a corredare il volume di un’appendice con una lunga lista dei testi principali per ogni età. La lista, in inglese (ma facilmente comprensibile), si trova qui. Ovviamente inclusioni ed esclusioni non potevano che far discutere.

Il “dream team” dei ventisei è così composto: Shakespeare, Dante, Chaucer, Cervantes, Molière, Montaigne, Milton, Samuel Johnson, Goethe, Wordsworth, Austen, Whitman, Dickinson, Dickens, George Eliot, Tolstoj, Ibsen, Freud, Proust, Joyce, Woolf, Kafka, Borges, Neruda, Pessoa, Beckett.

Come si vede, molto sbilanciato a favore dell’età moderna e del mondo anglosassone. Personalmente non condivido alcune delle scelte di Bloom (un esempio per tutti, manca Dostoevskij), e più ci si avvicina alla modernità e più i miei personali criteri divergono.

Mi incuriosisce invece l’esplorazione del canone in sé, specie in un momento in cui la scuola stessa sembra aver perso la tradizionale capacità di fornire un accesso culturale a tale canone (i ragazzi delle medie hanno statisticamente difficoltà a leggere volumi che un tempo venivano considerati per l’infanzia, quelli delle superiori nella stragrande maggioranza non solo non arrivano a poter accedere direttamente a grandi classici come l’Orlando Furioso o la Divina Commedia, ma faticano già con Thomas Mann, Tolstoj, persino Calvino e Tomasi di Lampedusa). L’impressione è che tale canone diventi tanto più prezioso, in quanto a rischio di estinzione, di mancanza di trasmissione e di strumenti culturali per accedervi.

In un certo senso, è il tema di un volume molto venduto negli ultimi mesi, Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare, di Paola Mastrocola, Guanda, Milano 2010.

Il parallelo storico che mi viene in mente è con la lunga fine dell’Impero Romano (d’Occidente).  Già un tempo la civiltà ha avuto bisogno di ritirarsi dal mondo, trovare i monasteri in cui rifugiarsi, ciò che davvero contava è stato selezionato, messo al riparo, custodito e trasmesso. E’ stata un’epoca in cui coloro che potevano permetterselo fuggivano dalle città (caotiche, pericolose e povere) per tornare alle campagne: coltivare la terra, allevare gli animali, vivere in armonia con i cicli cosmici dell’anno e delle stagioni, attendere al riparo per generazioni, come semi sotterrati, che passi l’inverno, che arrivi una primavera in cui poter di nuovo germogliare.

Ognuno in quel momento ha scelto (forse molto poco consapevolmente), cosa portare con sé, cosa salvare.

Purtroppo il lavoro quotidiano, le scelte meditate, la riflessione e l’approfondimento non sembrano avere quartiere nel nostro “tempo breve” e proprio per ciò sono tanto più necessari. Sono le condizioni per non lasciare morire noi stessi, ciò che eravamo e che ci ha plasmati, a favore di ciò che è radicalmente altro. Sembra, anzi, che questo radicalmente “altro” ci abbia affascinati, riempiti di complessi di inferiorità, stregati con il fascino dell’esotico, del lontano, del nuovo. Non mi convince, tuttavia: quando diventa quotidiano, vicino e ripetuto, mostra tutti i propri limiti. Sì, io sono una di quelle persone che ancora tentano delle scelte di valore, che osano dire questo è meglio, questo è peggio.

Non è necessario temere i barbari: all’epoca delle invasioni dell’Impero Romano portarono il sangue fresco che ha dato nuova linfa a una vecchia (relativamente) cultura. Ma si trattò di un sangue che seppe convertirsi, cambiare strada, cambiare valori, creare una sintesi che ancora possiamo ammirare nel romanico, nelle cattedrali, nel gotico. Hanno visto la croce e hanno piegato il ginocchio.

E oggi? A cosa si prostrano i nostri barbari? O siamo noi che abbiamo scordato di additare la croce, di rimanere noi stessi?

Nei monasteri per il futuro, noi cosa portiamo?

Come avevo fatto per i classici per l’infanzia, ho provato a stilare un mio canone personale. Non contiene solo letteratura, ma anche filosofia, saggistica, letteratura religiosa. E soprattutto la Bibbia, il vero testo canonico, senza il quale la nostra civiltà non ha senso, prospettiva e futuro.

Anche in questo caso, mi piacerebbe suscitare correzioni, aggiunte e critiche, insomma una riflessione condivisa sul tema.

 

P.s: le date sono approssimative e si riferiscono per lo più alla data di nascita dell’autore.

P.p.s.: ho volutamente tenuto fuori la letteratura contemporanea, in quanto mi pare che solo un certo lasso di tempo possa permettere a un testo di diventare “canonico”, o comunque possa permettere a noi di coglierne la canonicità.

-750 Omero Iliade
-750 Omero Odissea
-525 Eschilo Orestea (Agamennone, Coefore, ma soprattutto Eumenidi)
-496 Sofocle Edipo re
-496 Sofocle Antigone
-484 Erodoto Storie
-480 Euripide Medea,
-460 Tucidide Storie delle guerre del Peloponneso
-450 Aristofane Tutte le opere
-428 Platone Apologia di Socrate
-384 Aristotele Metafisica
Bibbia
-106 Cicerone Catilinarie e altre orazioni
-101 Cesare La guerra gallica
-98 Lucrezio la natura delle cose
-70 Virgilio Eneide
-65 Orazio Odi
-64 Livio La storia romana
46 Plutarco Vite parallele
55 Tacito Annali
70 Svetonio Vite dei cesari
130 Ireneo di Lione Contro gli eretici
295 Sant’Atanasio Vita di Antonio
347 S. Girolamo Vulgata
347 S. Girolamo Lettere
354 Sant’Agostino Confessioni
354 Sant’Agostino La città di Dio
360 Cassiano Istituzioni cenobitiche
400 Vite e detti dei padri del deserto
475 Boezio Consolazione della filosofia
480 S. Benedetto Sancta Regula
540 S. Gregorio Magno Vita di S. Benedetto (nei Dialoghi)
672 Venerabile Beda Storia ecclesiastica del popolo inglese
720 Paolo Diacono Storia dei longobardi
750 Beowulf
1000 Navigatio sancti Brandani
1050 La chanson de Roland
1135 Chrétien de Troyes Perceval
1140 Cantar del mio Cid
1170 Wolfram von Eschenbach Parzival
1182 San Francesco Cantico delle creature
1225 S. Tommaso Somma teologica
1250 I nibelunghi
1254 Marco Polo Il Milione
1265 Dante Divina Commedia
1265 Dante Vita Nova
1280 De Lorris/De Meung Le roman de la rose
1304 Petrarca Canzoniere
1313 Boccaccio Decamerone
1343 Chaucer I racconti di Canterbury
1347 Santa Caterina da Siena Lettere
1380 Sir Gawain e il cavaliere verde
1380 Tommaso da Kempis Imitazione di Cristo
1405 Malory La morte di Artù
1469 Machiavelli Il principe
1491 S. Ignazio Esercizi spirituali
1511 Vasari Vite degli artisti
1532 Ariosto Orlando Furioso
1533 Montaigne Saggi
1544 Tasso Gerusalemme liberata
1547 Cervantes Don Chisciotte
1564 Shakespeare Tutte le opere (teatro e sonetti)
1572 John Donne Poesie
1596 Cartesio Discorso sul metodo
1608 Milton Paradiso perduto
1622 Moliere Il misantropo
1623 Pascal Pensieri
1639 Racine Fedra
1643 Newton Principia Matematica
1723 Smith La ricchezza delle nazioni
1749 Goethe Faust
1753 De Maistre Considerazioni sulla Francia
1757 William Blake Canti dell’innocenza e dell’esperienza
1770 Holderlin Tutte le liriche
1770 Wordsworth Poesie
1775 Jane Austen Orgoglio e pregiudizio
1775 Jane Austen Mansfield Park
1778 Foscolo Ultime lettere di Jacopo Ortis
1783 Stendhal Il rosso e il nero
1783 Stendhal La certosa di Parma
1785 Manzoni I promessi sposi
1790 Burke Riflessioni sulla rivoluzione in Francia
1792 Shelley Poesie
1795 Keats Odi
1797 Mary Shelley Frankestein
1798 Leopardi Poesie
1801 J. H. Newman Apologia pro vita sua
1805 Tocqueville La democrazia in America
1809 Poe Racconti
1809 Poe I delitti della rue Morgue
1816 Bronte Jane Eyre
1817 Thoreau Walden
1818 Solgenitsijn La casa di Matriona
1819 Melville Moby Dick
1819 Whitman Foglie d’erba
1821 Dostoevskij Delitto e castigo
1821 Dostoevskij I fratelli Karamazov
1821 Dostoevskij L’idiota
1828 Tolstoj Guerra e pace
1828 Tolstoj Anna Karenina
1830 Dickinson Poesie
1831 Nievo Confessioni di un italiano
1838 Brentano Fiabe
1840 Verga I Malavoglia
1854 Rimbaud Una stagione all’inferno
1857 Baudelaire I fiori del male
1857 Conrad Cuore di tenebra
1857 Conrad Vittoria
1861 De Roberto I vicerè
1861 Svevo La coscienza di Zeno
1865 Yeats
1867 Pirandello Il fu Mattia Pascal
1872 Russel Principia Matematica
1873 Peguy Poesie
1875 Mann La montagna incantata
1875 Rilke Elegie Duinesi
1882 Maritain Il contadino della Garonna
1885 Pound I canti
1888 Eliot Terra desolata
1888 Eliot Quattro quartetti
1890 Pasternak Dottor Zivago
1892 Tolkien Il signore degli anelli
1894 Roth Giobbe
1894 Roth La leggenda del santo bevitore
1894 Roth La cripta dei cappuccini
1895 Giono L’ussaro sul tetto
1896 Tomasi di Lampedusa Il gattopardo
1897 Forster Casa Howard
1903 Thibon Ritorno al reale
1908 Correa de Oliveira Rivoluzione e contro-rivoluzione
1908 Pavese La luna e i falò
1908 Vittorini Conversazione in Sicilia
1913 Gomez D’Avila In margine a un testo implicito
1919 Levi Se questo è un uomo
1920 D’Arzo Casa d’Altri
1921 Corti Il cavallo rosso
1929 Potok Danny l’eletto
1906 Buzzati Il deserto dei tartari
1923 Campo Sotto falso nome e La tigre assenza
1923 Calvino Le città invisibili

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Cento libri per crescere

(Foto: disegno di Benedetta – 4 anni – liberamente ispirato a Piccolo blu e piccolo giallo, di Leo Lionni)

Ovvero, torno a parlare di living books.

Ho già accennato altrove al mio interesse per Charlotte Mason (v. anche qui) e in particolare per l’enfasi che questa autrice pone sui living books. Con tale espressione si intende, molto semplicemente, buona letteratura, non predigerita (ad esempio, con tutto il rispetto, niente a che vedere con le varie versioni Disney di molti capolavori per l’infanzia), non antologizzata, ma proposta ai bambini e ai ragazzi nel momento giusto della loro maturazione, in versione integrale, non come dovere bacchettone (“leggi, così migliori in italiano“), ma come momento di avventura intellettuale, passione per la conoscenza e scoperta del mondo, i sentimenti e gli ideali che muovono i nostri simili.

Nei vari siti in lingua inglese che si ispirano ai metodi educativi di Charlotte Mason si trovano di frequente delle liste di classici per l’infanzia, a volte suddivise per fasce d’età, o per temi: sono un utile strumento di orientamento, che fanno tesoro dell’esperienza di altre famiglie e la condividono, ma sono basati soprattutto sulla letteratura inglese e americana. Non ho invece mai trovati strumenti simili in italiano (ma le segnalazioni sono benvenute!): allora, molto in piccolo, ho pensato di lanciare un’idea.

Ho stilato l’elenco di quelli che (alla luce dei vari figli e delle varie età che sono rappresentate nella nostra famiglia) mi sono parsi i cento classici per l’infanzia che costituiscono il nostro personale punto di riferimento.

I libri riportati nell’elenco vanno da testi per la primissima infanzia a libri per ragazzi di 11/12 anni, ma come sempre queste indicazioni sono molto soggettive e io stessa leggo ancora con vero piacere quasi tutti i libri che segnalo: anzi,”classico” forse significa proprio questo, cioè che un libro può essere riletto con piacere più volte e in varie stagioni.

Non ho indicato nessuna casa editrice, perché molti testi hanno visto numerose edizioni nel corso del tempo e si trovano nuovi, vecchi o addirittura antichi. Se posso permettermi un’avvertenza, ricordate il valore educativo della bellezza e scegliete edizioni con illustrazioni di pregio (in caso contrario, meglio nessuna illustrazione), controllate che siano buone traduzioni, su buona carta, con una bella grafica e soprattutto che si tratti edizioni integrali (nessun adattamento, interpretazione, omogeneizzazione…)… in caso contrario non si tratterebbe più di living books, ma della loro ombra! Esistono anche traduzioni di grande valore letterario (ad esempio l’editore Giunti ha la collana “Gemini”, di classici tradotti da grandi scrittori) e le biblioteche e le bancarelle possono essere una vera miniera di scoperte a costo basso o nullo.

Certamente ciascuna famiglia ha i propri cavalli di battaglia, qualcuno non sarà d’accordo su alcuni titoli, altri vorranno suggerire numerose integrazioni.  E’ proprio quel che mi piacerebbe che accadesse, in questo post o nei vostri blog (magari lasciando un link qui): vorrei suscitare una discussione, in cui chi vuole può consigliare, criticare, aggiungere, commentare, fare dichiarazioni d’amore per il libro che gli ha toccato il cuore… Ci state?

Di alcuni autori molto prolifici ho suggerito pochi titoli (v. Rodari, Piumini, Dickens, Verne…), ma solo per motivi contingenti (sono i nostri preferiti) e solo per lasciare spazio a una certa varietà di autori. Ci sono poi numerosi libri scritti da Vivian Lamarque che sono una buona introduzione ad alcuni brani di musica classica (magari da fare ascoltare in sottofondo), scelti perché ritengo particolarmente importante il connubio di letteratura e musica che si è instaurato nella musica colta europea dei secoli scorsi.

Di alcuni autori ho suggerito un ciclo invece che un libro (ad esempio Le cronache di Narnia di Lewis, il ciclo di Harry Potter della Rowling o ancora I nostri antenati di Calvino). Non ho invece inserito alcuni libri che abbiamo letto con piacere (ad esempio la serie Gol! di Luigi Garlando), perché ho preferito privilegiare i testi che sono o ritengo diverranno dei classici.

Per tutti vale un consiglio: fate in modo che i bambini possano scegliere i “loro” classici tra tanta buona letteratura e leggete con loro e per loro, anche quando sono più grandicelli e potrebbero fare da soli. Guadagnerete degli splendidi momenti di vicinanza e una riserva di ricordi che potrebbero rimanere per tutta la vita e fare dei vostri figli dei lettori appassionati in età adulta.

Dunque, ecco i miei magici cento: quali condividete e quali sostituzioni suggerireste?

Adams La collina dei conigli
Agostinelli Sembra questo, sembra quello
Alcott Piccole donne e Piccole donne crescono
Alcott Gli otto cugini
Andersen Favole
Barklem Le quattro stagioni di Boscodirovo
Barrie Peter Pan
Brunhoff Babar
Burnett Il giardino segreto
Burnett La piccola principessa
Burnett Il piccolo lord
Buzzati La famosa invasione degli orsi in Sicilia
Calvino Fiabe popolari italiane
Calvino Il nostri antenati (trilogia che comprende Il visconte dimezzato, Il barone rampante e il cavaliere inesistente)
Carroll Alice nel paese delle meraviglie e Dentro lo specchio
Collodi Le avventure di Pinocchio
Conan Doyle Uno studio in rosso
Conrad Lord Jim
D’Arzo Penny Wirton e sua madre
Dahl La fabbrica di cioccolato
DeFoe Robinson Crusoe
Dickens David Copperfield
Dickens Il circolo Pickwick
Dickens Grandi speranze
Dickens Un canto di Natale
Dodge Pattini d’argento
Dugin Le penne del drago
Dugin Il sartorello coraggioso
Durrell La mia famiglia e altri animali
Ende La storia infinita
Esopo Favole
Fielding Il signore delle mosche
Francaviglia Il gigante piscione
Giono L’uomo che piantava gli alberi
Grahame Il drago pacioccone
Grimm Fiabe
Kipling Capitani coraggiosi
Kipling Il libro della jungla
La Fontaine Favole
Lamarque Pierino e il lupo
Lamarque L’usignolo dell’imperatore
Lamarque Il flauto magico
Lamarque Il lago dei cigni
Lamarque L’uccello di fuoco
Lamarque Pezzetti d’infanzia
Lamarque Schiaccianoci e il re dei topi
Lamb Racconti da Shakespeare
Leaf Il toro Ferdinando
Lewis Le cronache di Narnia
Lionni Piccolo blu e piccol giallo
Lionni Federico
London Zanna Bianca
London Il richiamo della foresta
Luzzati Tre fratelli, quaranta ladroni, cinque storie di maghi e burloni
Luzzati I paladini di Francia
Milani Orfeo ed Euridice
Milani Tristano e Isotta
Milani Ulisse il re dei sogni
Milne Winnie the Pooh
Minarik/Sendak Storie di orsacchiotto
Molnar I ragazzi della via Pal
Morante Le straordinarie avventure di Caterina
Munari Cappuccetto bianco, giallo e verde
Munari Mai contenti
Norac Mostro, non mangiarmi
Nostlinger Cara Susi, caro Paul
Pernoud Un tagliatore di pietre nel Medioevo
Piumini Lo stralisco
Piumini Chicino e Cicotta
Potter Il mondo di Beatrix Potter
Rodari Filastrocche in cielo e in terra
Rodari Favole al telefono
Rodari C’era due volte il barone Lamberto
Rowling Harry Potter
Saint-Exupery Il piccolo principe
Scott Ivanhoe
Sendak Nel paese dei mostri selvaggi
Seuss Il gatto col cappello, La guerra del burro, etc…
Sewell Black beauty
Singer Il golem
Stevenson L’isola del tesoro
Stevenson Lo strano caso del dottor Jackyll e di Mister Hyde
Swift I viaggi di gulliver
Tolkien Il signore degli anelli
Tolkien Lo hobbit
Twain Le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn
Twain Il principe e il povero
Uhlman L’amico ritrovato
Vamba Il giornalino di Gian Burrasca
Verne Il giro del mondo in 80 giorni
Verne Ventimila leghe sotto i mari
Verne Michele Strogoff
Verne Viaggio al centro della terra
Dumas Robin Hood
Vitelli Mamma, c’è un leone sul divano
White La tela di Carlotta
Wilde Il principe felice e altri racconti
Wilde Il fantasma di Canterville
Fiabe russe
Fiabe  popolari lituane

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Lapbook: i delfini

 

Anche Marco ha voluto fare il suo lapbook: come argomento ha scelto i delfini. Ho aspettato alcuni giorni prima di pubblicare le foto, perché mi aveva detto di voler aggiungere qualcosa… ma i giorni sono passati e l’entusiasmo anche… prendetelo come un work in progress, forse ci torneremo su in un altro momento!

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Lapbook: San Benedetto

Come promesso, ecco il lapbook di Caterina su San Benedetto. Devo dire che, pur divertendosi e lavorando con grande entusiasmo, Caterina si è anche impegnata moltissimo. Ha letto un libro sulla vita di San Benedetto e l’ha riassunto con parole sue, ha fatto dei bei disegni per spiegare l’abito monastico, ha dovuto imparare termini specifici.

Il lavoro è venuto dunque molto ricco, credo che ci sia un gran numero di adulti che non ha conoscenze così dettagliate su San Benedetto e sulla vita monastica, ma – soprattutto – ho molto apprezzato che l’imput sia venuto da mia figlia (certo consapevole delle passioni dei suoi genitori) e che, a parte qualche aiuto logistico, sia farina del suo sacco.

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Lapbook: i dinosauri

Nei giorni scorsi abbiamo realizzato i nostri primi lapbook!

Da tempo Caterina mi diceva che voleva fare una piccola “ricerca” su San Benedetto, un po’ per il contagio famigliare, un po’ perché la maestra ha annunciato che quest’anno ne parleranno nell’ora di religione. Da parte sua, Giorgio mi parla spesso di dinosauri e non vede l’ora di studiarli a scuola, visto che è proprio programma di terza elementare. Così ho proposto loro di fare dei lapbook, cioè un modo più attivo e dinamico di raccogliere notizie su un argomento. Marco si è un po’ aggregato perché lo incuriosiva quel che stavano facendo i fratelli, ma l’argomento l’ha scelto da solo: i delfini (lui ama l’acqua, il mare, nuotare, i delfini, il sushi… insomma in famiglia diciamo che lui stesso è una specie di pesce).

 

 

Ci siamo divertiti un mondo e secondo me i nostri risultati sono anche molto belli. Oggi ho inserito le foto del lavoro di Giorgio, nei prossimi giorni caricherò anche gli altri. Intanto, per chi volesse avere alcuni modelli da utilizzare in lavori analoghi, segnalo che qui trovate una vera miniera di idee!

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Bambini e lettura, alcune riflessioni

Credo che sia risaputo, quasi un luogo comune, come la pratica della lettura influisca positivamente sul resto delle attività scolastiche: aiuta il linguaggio, stimola la fantasia, il ragionamento e i sentimenti. Il bambino che legge molto generalmente ha un vocabolario più vasto, fa meno errori ortografici e grammaticali scrivendo, afferra meglio i concetti, riesce a fare maggiori collegamenti interdisciplinari.

A me la lettura non interessa però come trucchetto per fare andare meglio i bimbi a scuola (semmai, ritengo questa una ricaduta benefica). A me interessa perché apre mondi sconosciuti, desta passione, interesse, capacità di confrontarsi con nuove idee, strumenti per trovare le informazioni che servono, possibilità di allenare i sentimenti e l’immaginazione in modo evocativo e personale. Ancora di più, la lettura mi interessa come forma di accesso alla grande letteratura e alla sua bellezza, alle idee, alla storia e alla filosofia, alla scienza. Nel regno dello spirito umano.

Per tutti questi motivi, leggo molto ai miei figli. Leggo praticamente ogni giorno. Dalle storie per piccolissimi ai libri sui vulcani o sul corpo umano. Dalle filastrocche ai classici per ragazzi.

Ovviamente ho gusti ben precisi, ma cerco di prendere in considerazione anche e soprattutto i gusti dei miei figli. Anzi, questo è un campo in cui mi aspetto che prendano l’iniziativa e scoprano poco alla volta quello che amano e quello che li annoia, che sappiano scegliere e godere  di un loro genere preferito, di un autore, di un registro piuttosto che un altro.

A casa mia, per lavoro e per passione, ci sono molti libri. Alcuni dicono “troppi”. Invadono ogni stanza, solo i bagni sono esclusi. Sono in sala, in corridoio, in cucina, nelle camere. Arrivano al soffitto, sono sovrapposti, in doppia fila, sui comodini, negli scaffali, sui tavoli. In una vita che vorrebbe ridurre tutto al minimo, sono l’unica cosa che davvero abbonda.

Non è dunque così strano che i miei figli abbiano tutti una certa propensione per la lettura, mai stimolata con premi o ricatti, ma respirata naturalmente fin dalla nascita. L’unico premio che si riceve qui per aver finito di leggere un libro… è di poter avere un nuovo libro da leggere!

Devo dire che l’anno scorso ha visto alcuni passi avanti, completamente autonomi, che mi hanno fatto piacere. La grande, da sempre lettrice di fantasy e storie di vampiri (se si esclude la letteratura e la filosofia che deve leggere per scuola, facendo il liceo classico), ha scoperto Shakespeare. Lo ha letto e riletto. La letteratura fantasy sconfina evidentemente in grandi capolavori (uno per tutti, Il signore degli anelli), ma conta anche tanti autori banali e ripetitivi. Non posso nascondere quindi una certa soddisfazione per questa nuova fase.

Caterina sta affrontando alcuni classici per l’infanzia. Fino alla terza elementare aveva letto qualche versione di classici nella serie di Geronimo Stilton. Per quanto riguarda questi libri (che siano storie originali o classici rivisti), ho sempre pensato che fossero particolarmente ripetitivi, stereotipati e banali. Bisogna però prendere atto che a molti bambini piacciono, di solito propongono buoni comportamenti e sentimenti, spesso riportano informazioni e curiosità interessanti. Noi ne abbiamo alcuni volumi e non credo che vadano demonizzati (anzi, sono un buon primo accesso alla lettura di storie un po’ più lunghe per bambini abituati a leggere solo brevi racconti o a non leggere affatto). Non devono però diventare neppure l’unica lettura a disposizione. Ed è così che ho proposto a Caterina alcuni libri in versione integrale. Ha iniziato con Gli otto cugini, di Louisa May Alcott, ha proseguito con Piccole donne e Piccole donne crescono, della stessa autrice. Ha poi letto Peter Pan, di James Matthew Barrie, Il giornalino di Gian Burrasca, di Vamba, una raccolta di Fiabe popolari lituane e una di Fiabe russe, il romanzo Idros, di Mariano Diotto, le Favole al telefono di Gianni Rodari, ora sta leggendo Il principe e il povero, di Mark Twain. Evidentemente ci ha preso gusto, perché mi ha chiesto di poter leggere anche I promessi sposi, l’Iliade e l’Odissea. In realtà sono un po’ perplessa, perché  temo che un approccio prematuro possa farle bollare alcuni testi come “difficili” o “noiosi”, allontanandola per sempre. Cercherò quindi delle buone riduzioni letterarie, del tipo scrittori che raccontano altri scrittori, ovviamente se le trovo.

Per quanto riguarda Giorgio lui è fatto a modo suo, ha letto l’anno scorso Cara Susi, caro Paul, di Christine Nöstlinger e, della stessa autrice, Diario segreto di Susi, diario segreto di Paul, ha iniziato poi la serie Gol!, di Luigi Garlando (per un patito di calcio, era inevitabile…). Gli piacciono Rodari e altri autori umoristici (le storie di Emanuele Luzzati tratte dalle Mille e una notte), però è anche uno spirito scientifico, quindi legge libri sui vulcani, sulle macchine, sullo spazio…

Marco e Benedetta non leggono ancora, leggo io per loro, tante storie, classici per bambini, fiabe, filastrocche. I fratelli Grimm e Rodari, Andersen e Munari, Esopo e Piumini… il tutto a sempre a richiesta (e incrociando le dita sperando di non dover rileggere la stessa favola per un mese di fila!).

Quello che più vorrei raccomandare è la lettura di versioni integrali e originali. Niente sminuzzamenti alla Disney o riduzioni più o meno semplificate. Evitate i libri brutti, con brutta grafica, brutta carta, illustrazioni mediocri (meglio allora nessuna illustrazione). Proponete ai vostri figli letture adeguate alla loro età, ai loro interessi e ai loro gusti, ma fate in modo che siano a loro modo dei gioielli, una vera esperienza intellettuale, non solo una serie di parole facili e noiose. Non è necessario fare balzi in avanti, ci sono capolavori per ogni età, ma sceglieteli con occhio esigente. Charlotte Mason, un’educatrice di cui ho già parlato qui e qui, parlava di living books e li proponeva come sostituti dei libri di testo predigeriti, delle antologie che procedono a spizzichi e bocconi, dei libri scolastici fatti per spegnere ogni interesse. Non sarà un caso se ancora oggi moltissime famiglie fanno homeschooling seguendo i metodi della Mason e se altrettante scuole (soprattutto nel mondo anglosassone) li adottano.

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