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Introibo ad altare Dei

Abbiamo montato il nostro altare coram Deo (cioè orientato verso Dio, a est e nel Tabernacolo).

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Ora possiamo parlare della Messa, dei paramenti e degli arredi liturgici.

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E ripassare le parti della Messa e l’anno liturgico.

Bello, vero? Se vi interessa si trova qui e, per ordinarlo dall’Italia, potete provare qui.

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Instant Eggs

Quest’anno abbiamo provato una variante rapida e minimale alle solite uova decorate per la Pasqua.

Bastano alcune uova sode e dei pennarelli tipo Uniposca. Secondo me sono particolarmente adatte per una decorazione in tinta unita.Immagine

L’idea è stata presa qui.

Enjoy!

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Calendario dell’Avvento

Anche questa tradizione, di origine tedesca, come la corona dell’Avvento, ha origini non antichissime. Direi che tutte le celebrazioni del Natale di stampo “borghese”, come quelle che viviamo noi in occidente, non hanno di fatto più di un secolo, al massimo un secolo e mezzo. Ancora mia madre mi racconta dei suoi Natali d’infanzia, quando i doni non esistevano e la festa consisteva nella messa di Mezzanotte, nella cena di magro, nel pranzo del 25 dicembre con i dolci tipici e i mandarini. Il presepe si faceva in chiesa, o nelle case dei benestanti. In certi paesi passavano gli zampognari e doveva essere un momento incantato.

Qualche dono (caramelle e magari un paio di scarpe o una maglia, se servivano) lo portava la Befana.

Coerentemente con il desiderio di rallentare, di raccoglierci davvero in una dimensione più intima, di attesa e di incanto, il nostro calendario dell’Avvento quest’anno sarà un po’ meno materiale e un po’ più spirituale. Userò lo stesso calendario di mia fabbricazione che uso ormai da anni, anche perché non amo che le cose cambino ogni anno, mi piace creare delle tradizioni di famiglia (anche piccole tradizioni), che scandiscono meglio i tempi dell’anno e il clima festivo, che abbiano un gusto particolare nell’essere vissute nell’immaginazione, attese e poi riconosciute.

Piuttosto, preferisco fare piccole modifiche, un’aggiunta qui, un cambiamento lì… come quest’anno, appunto. Ho preferito non caricare il calendario di dolciumi e di tanti piccoli oggettini: i dolciumi dopo il terzo giorno consecutivo danno il mal di pancia, e anche gli oggetti – l’ho già detto – a loro modo finiscono con il dare la nausea. Per non contare che il 16 dicembre è il compleanno di Caterina e il 25 ricevono sempre e comunque troppo. Così ho scelto storie, racconti, poesie, ho aggiunto qualche bella immagine e le ho stampate una per foglio, i fogli sono stati arrotolati e legati da un nastro di raso. Si alternano a caselle che prevedono dei cioccolatini – doverosi – e altre (poche) dei piccoli pensierini (soprattutto materiale di cancelleria, che qui va per la maggiore).

(Originariamente pubblicato il 26 novembre 2010)

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I bambini e internet

Corie, in risposta a un precedente post, scrive:

“Mi piacerebbe approfondire la questione della proibizione, perché a me il web fa proprio paura!!! L’idea che prima o poi lo utilizzino mi lascia un po’ perplessa e cerco spunti per una visione + costruttiva dell’inevitabile evento.”

Stavo per risponderle, ma poi mi sono accorta che veniva fuori un nuovo post, eccolo:

Bella domanda, credo che la paura sia comune a tutti i genitori!

Qui da noi gli schermi sono molto contingentati: un’ora al giorno al massimo. Di tanto in tanto un film completo in DVD nel week-end. Inoltre evitiamo con tutti i mezzi la tv generalista (alle 7 di sera puoi trovarti davanti al presentatore che vive di doppi-sensi volgari, alla valletta che nasconde molto poco all’immaginazione, per non parlare delle veline, a episodi di cronaca davvero efferati raccontati con dettagli da maniaci…): abbiamo il pacchetto Mediaset Premium con Disney Channel e un canale di calcio e raramente capita che i bambini cerchino altro.

Il computer è usato a seconda delle età: la diciassettenne ha un account di facebook e uno di msn, che usa soprattutto per tenersi in contatto con gli amici dei campeggi estivi, sparsi per l’Italia, comunque il computer sta in sala o in cucina, dove c’è via vai di persone che buttano l’occhio e lei è molto responsabile nell’utilizzo, poi usa iTunes per scaricare la musica (con divieto assoluto di scaricare illegalmente), oppure vede qualche dvd quando mio marito segue il calcio.

Per quanto riguarda gli altri: capita che vedano dei video musicali su YouTube (durante gli scorsi mondiali di calcio tutti i giorni Waka-Waka!) o che sia io a proporre dei video didattici su alcuni argomenti affrontati a scuola (ciclo dell’acqua, vulcani, ecc…), per fissare meglio alcuni concetti con le immagini.

Oppure fanno dei giochi nel sito Disney (o simili), degli esercizi su un sito di matematica americano, cercano immagini per qualche ricerca (NON permetto invece di fare la ricerca completa su Wikipedia). In ogni caso io o il padre siamo al loro fianco e non hanno il permesso di navigare liberamente (cioè, ad esempio, se io metto un sito di giochi, loro possono muoversi solo all’interno del sito).

So che esistono anche dei filtri molto severi che permettono ai ragazzi di navigare in internet con impostazioni di sicurezza rigidissime, ma non li ho mai provati. In primo luogo, perché per lavoro non posso bloccare l’accesso ad alcuni siti da parte del mio computer, poi perché essere vicina e presente mi sembra, almeno per ora, la maggior forma di sicurezza.

Però l’uso molto limitato ha portato soprattutto il mio Giorgio ad avere una specie di sete tecnologica, per cui tutto quello che ha uno schermo lo affascina. Si costruisce computer con fogli di cartone e raccoglie ogni depliant pubblicitario con prodotti di elettronica. Ho pensato che forse è meglio sfruttare questo interesse, piuttosto che creare un’ossessione che ha il fascino del proibito.

Scrivere un blog può essere anche molto educativo: significa prima di tutto imparare alcune abilità tecniche (dov’è il corsivo? Come seleziono una parte di testo? Come si inserisce un link?…), poi bisogna pensare ai contenuti (cosa voglio scrivere? A chi mi rivolgo? Cosa mi interessa?), infine si prende coscienza di alcune norme (ed esempio, in pochi giorni, i miei figli hanno imparato che è meglio non citare le persone con nome e cognome, per non violarne la privacy, che posso scrivere quello che penso e quel che mi piace, ma non fatti personali di qualcun altro, che bisogna stare attenti a non fornire i propri dati completi, come norma di sicurezza, inoltre ho cercato di far capire loro che ciò che si mette in internet in un certo senso è per sempre, bisogna pensare bene a quel che ci potrebbe nuocere o imbarazzare in futuro…). Quel che vorrei che imparassero da questo esperimento è qualcosa che potrà essere loro molto utile in futuro, specie se sapranno vedere la rete come uno strumento da padroneggiare e non come un fascino da subire e penso che il modo migliore per aiutarli sia di stare vicini a loro mentre imparano.

In fondo la rete è come le strade di sera: più le brave persone le disertano, più diventano luoghi pericolosi…

 

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Mandala mania

Non nego di aver avuto l’idea in un attimo di disperazione (Marco come sempre turbolento, Giorgio più nervoso del solito, tutti decocentrati, tutti un fascio di nervi tesi). Non so come mi sia tornato alla mente di aver letto che i mandala hanno un effetto rilassante, che aiutano la concentrazione e l’introspezione… non so neppure quanto ci sia di vero, ma ero all’ultima spiaggia e ho pensato di provare.

Ho stampato dei mandala con gradi diversi di difficoltà, ho iniziato a colorarne uno… e come per incanto eravamo tutti a colorare sul tavolo della cucina, confrontando i rispettivi lavori, commentando accostamenti cromatici e andamento del disegno… insomma abbiamo iniziato un periodo di “mandala mania”, abbiamo voluto disegnarne alcuni semplici e stamparne altri più complicati, abbiamo confrontato le differenze tra disegni identici colorati in modi differenti… abbiamo coinvolto anche un paio di amichette che sono passate di qui come ospiti nello scorso fine settimana.

Se persino Giorgio, che odia colorare con tutte le sue forze, ha voluto cimentarsi, direi che l’esperimento può dirsi positivo.

So che per alcuni i mandala sono delle specie di mappe del cosmo… per me sono stati semplicemente uno strumento per aggregare i miei figli sospendendo una fase super-litigiosa, per focalizzare l’attenzione su un lavoro manuale e provare a fare qualcosa insieme in un clima laborioso e rilassato. Non durerà per sempre, ma godiamoci i momenti buoni, giusto?

Ecco un po’ di sitografia:

http://www.colorare.it/mandala-bambini.html

http://mandalascuola.blogspot.com/

http://www.mon-coloriage.com/mandala

http://www.free-printable-mandala-coloring-pages.com/free-mandalas-to-color.shtml

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Un, due, tre

Uno, sono ancora viva. Reduce da un periodo in cui avrei voluto ricaricarmi al massimo, ma invece le cose si sono disposte diversamente: il 27 dicembre è morto il fratello di mio marito, a 48 anni. Le cose hanno assunto una tinta grigia che fa fatica a staccarsi da loro. Giorgio è nuovamente infortunato: un incidente sul campo di calcio, una ferita slabbrata sul ginocchio, una gamba immobilizzata per almeno dieci giorni, un po’ di dolore e tanta noia. Io ho forti mal di testa da alcuni giorni e in generale l’energia vitale di un tubero in letargo. Su ogni fronte (lavoro, casa, famiglia, preghiera) faccio meno di quel che dovrei, collezionando un variopinto bouquet di sensi di colpa.

Due, una persona che conosco solo via web, Barbara alias mammafelice, ha fatto una cosa preziosa per me. Ha preparato delle carte tematiche su indicazione della logopedista di mio figlio, pur essendo un lavoro lungo e impegnativo lo ha fatto generosamente, con quella semplicità che rende i doni ancora più preziosi. Vorrei ringraziarla ancora una volta e segnalare a tutti coloro che fossero interessati che la sezione di carte tematiche del suo sito è una miniera per bambini che imparano a parlare, a leggere e a contare. Le carte tematiche possono essere usate come sostegno per i bambini che ne hanno bisogno e come gioco per tutti gli altri.

Tre, ho costruito un calendario perpetuo per Marco e Benedetta, i piccolini di casa. Volevo che familiarizzassero con il corso dell’anno, delle stagioni, dei mesi, con i giorni della settimana, con il tempo atmosferico, con il ciclo liturgico… tutto questo è contenuto nel mio calendario magnetico perpetuo.

Il calendario contiene una zona mensile, dove ci sono i giorni della settimana e delle tesserine azzurre con i numeri da 1 a 31: ogni mese queste tesserine vanno collocate correttamente sui giorni corrispondenti (ad esempio questo mese l’1 cadeva di sabato, il 2 di domenica, ecc…). A fianco ci sono alcune voci: anno (2011, ma ho già preparato qualche anno a venire), stagione (inverno) e immagine dell’albero com’è in quella stagione, mese (gennaio), giorno (mercoledì), che tempo fa? (oggi sole – con relativa immagine – ma ci sono anche pioggia, vento, nuvolo, neve), fase lunare (questa sera luna piena, ma ci sono le immagini delle principali fasi), che festa è oggi? (qui ho preparato un cartellino per tutte le principali feste liturgiche dell’anno, ognuna in un cartellino dello stesso colore dei paramenti liturgici in quel giorno, più i cartellini degli onomastici della nostra famiglia, più alcuni con scritto “compleanno”, le feste liturgiche sono state inoltre illustrate con immagini d’arte, quasi tutte tratte da quadri di Giotto, in modo che possano essere visualizzate e che i bambini imparino a conoscere bene questo artista, nei prossimi anni potrei farne una serie con immagini tratte da altri pittori).

Il tutto è stato stampato su fogli di carte magnetica e ritagliato per essere esposto sul frigorifero (andrebbe bene anche una lavagnetta magnetica, basta che sia ad altezza di bimbo).

L’importante è che i bambini siano coinvolti nell’aggiornare il calendario giorno per giorno (la prima osservazione scientifica è guardare fuori dalla finestra e vedere il tempo che fa, ad esempio), apprezzando lo scorrere delle stagioni, dell’anno liturgico, del clima.

A me piace molto, che ne dite?

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San Martino di Tours

 

“Assunta la carica episcopale, non è nelle nostre capacità illustrare a sufficienza le sue qualità e la grandezza del suo comportamento. Egli, infatti, restò sempre l’uomo che era stato prima: la sua umiltà di cuore rimase inalterata, identica anche la povertà del suo abbigliamento; e così, ripieno di autorità e di grazia, aveva tutta la dignità di un vescovo senza abbandonare il genere di vita e la virtù di un monaco.” (Leggi il resto su Romualdica).

San Martino è noto e venerato in tutta Europa e di lui si ricorda principalmente l’episodio che ne determinò la conversione: in un gesto di carità nei confronti di un povero infreddolito, gli dona metà del proprio mantello. La notte stessa sognerà Cristo che parla ai suoi santi angeli: “Martino, che non è battezzato, mi ha rivestito”. Al risveglio scoprirà che il mantello è tornato integro. In seguito, abbandonerà l’esercito e chiederà il battesimo.

San Martino (che era di origini ungheresi e in gioventù fu un soldato romano) è soprattutto un monaco, discepolo del santo vescovo Ilario di Poitiers, è il fondatore del primo monastero conosciuto in occidente, a Ligugé, e il primo santo non martire ricordato nella liturgia.

Non ci siamo sottratti alla splendida tradizione (di origine germanica, credo) di realizzare le lanterne di san Martino e questa mattina i bambini, appena svegli, mi hanno ricordato: “Oggi è san Martino”. Per noi questo non è la fantastica traduzione di un mito, adattato a menti infantili, né una festa della luce nel momento dell’anno in cui le giornate si accorciano (sebbene sia anche questo), è la descrizione di una splendida realtà, a cui siamo chiamati in virtù del battesimo.

«Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù». (Ef 2, 19-20).

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