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Instant Eggs

Quest’anno abbiamo provato una variante rapida e minimale alle solite uova decorate per la Pasqua.

Bastano alcune uova sode e dei pennarelli tipo Uniposca. Secondo me sono particolarmente adatte per una decorazione in tinta unita.Immagine

L’idea è stata presa qui.

Enjoy!

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E’ arrivato

Il mio forno nuovo è arrivato! Dopo un attimo di suspance (sembrava che non entrasse nelle misure dell’incasso)… è già in funzione.

Per prima cosa ho provato il programma per fare il pane: imposta da solo varie temperature per rendere la cottura ottimale (la crosta è dorata e sottile, al tatto è croccante).

Adoro il profumo di pane che accoglie i bambini quando arrivano da scuola…

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Il mio piano bento

Nella programmazione stagionale dei pasti avevo pensato quasi a tutto, ma rimaneva ancora qualcosa da sistemare. Il mio schema basato su quattro settimane permette di tenere sotto controllo i pasti del fine settimana e tutte le cene. Ma rimaneva in sospeso il proposito di pensare anche a mio marito, che ha giornate piuttosto frenetiche e spesso finisce coll’ingurgitare qualcosa di fretta al bar (o col saltare direttamente il pranzo). Purtroppo si tratta di un’abitudine certamente dispendiosa, ma soprattutto poco salutare, specie per un iperteso che dovrebbe controllare al massimo l’alimentazione. Avevo in mente quindi un piano bento, ovvero la versione più moderna della classica schiscetta (qui a Torino si dice “baracchino”).

Per capire di cosa si tratta è sufficiente fare una ricerca su Google con la parola chiave “bento” o “bento box”.

Nel mio caso dovevo prima di tutto convincere mio marito, poi pensare un menù salutare e piuttosto variato (tenendo conto delle mille antipatie alimentari del soggetto), che fosse trasportabile comodamente e non richiedesse refrigerazione, né riscaldamento finale.

Infine trovare il contenitore adatto.

Ho invece lasciato perdere a priori alcuni virtuosismi nella disposizione dei cibi, un po’ perché non sono certa che mio marito mangi più volentieri un cibo disposto a faccia di Hello Kitty (eh, eh… me lo immagino…), un po’ perché il tempo assolutamente mancherebbe.

Il contenitore è quello che vedete in foto (l’ho trovato su casabento.com). Provvisto di sacchetto per il trasporto in tinta. Ho aggiunto anche un paio di forchette nello stesso stile sobrio, consapevole del fatto che un paio di bacchette in stile giapponese sarebbero state usate contro di me come arma impropria.

Per quanto riguarda la persuasione, direi che ho usato la vecchia tattica del fatto compiuto: ho comprato il contenitore e ho iniziato a riempirlo ogni mattina; solo un mostro ignorerebbe i miei sforzi, no?

Per quanto riguarda invece il contenuto, mi sono fatta uno schema di vari cibi graditi al soggetto e che avessero le necessarie caratteristiche di trasportabilità e conservazione, divisi per tipologia di apporto nutritivo. In questo modo cerco di bilanciare la composizione dei pasti, fornendo tutti i vari nutrienti. Ho eliminato i cibi troppo salati o grassi e cerco di non eccedere comunque con i condimenti.

Se qualcuno è interessato allo schema, ecco il link: http://www.scribd.com/doc/38302991/bento-2010

Ps.: mio marito è sembrato gradire, o forse sta meditando l’uxoricidio senza lasciare trasparire nulla all’esterno… lo scopriremo solo vivendo.

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Ancora pasti

Come dicevo, ho preparato un programma invernale per organizzare i pasti di famiglia.

Nei commenti Mara mi chiedeva qualche idea di menù, ho pensato allora che potesse essere utile condividere il mio .pdf. Almeno come spunto. Penso che gradualmente farò lo stesso con altri fogli che uso per organizzare vari aspetti della mia gestione domestica, un po’ per condividere, un po’ per lasciare una traccia a me stessa nel tempo. Magari sono troppo banali, ma sono così grata quando trovo in rete qualcosa che altri si sono dati la pena di condividere e che mi può essere utile, che mi sembrava giusto ricambiare come posso.

Ecco il link.

Ho pensato un menù su quattro settimane, con alcune varianti, perché mi sembra un blocco di tempo abbastanza lungo prima di ripetere gli stessi piatti. Le varianti sono utili per sfruttare particolari disponibilità di ingredienti e per potersi adeguare alla stagione (una polenta in questo settembre ancora caldo mi sembra prematura). Il pane è il più possibile fatto in casa, i dolci anche. In pratica, con la giusta flessibilità, si può usare questo schema tutto l’anno. Il venerdì nel mio caso non prevede mai carne e i pasti indicati sono quello serale dal lunedì al venerdì, pranzo e cena nel fine settimana. Ho provato anche a inserire di lunedì alcuni piatti che si possono fare anche con la dispensa semi-vuota successiva al week-end. Se fossi proprio bravissima avrei armonizzato le cene con i pasti dei figli (ma mangiano pranzo in tre scuole diverse, con tre diversi menù, mi sembrava un lavoro un po’ troppo complesso). Se avete un figlio solo, o più figli che mangiano le stesse cose a pranzo, varrebbe la pena di farlo.

Prossimamente… il mio piano bento, ovvero il mio schema per preparare la schiscetta a un marito recalcitrante!

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Programmazione autunnale: pasti, merende & c.

Involtini alla banana e cioccolato (v. infra)

Nella mia furia organizzatrice di fine estate-quasi autunno non potevo evitare di imbattermi nell’argomento “pasti” il quale, come si può evincere, in una famiglia di 7 persone sempre pronte ad accogliere amici e compagni di passaggio diventa un argomento piuttosto impegnativo. La spinta a farne un post (che già mi frullava da qualche giorno) è venuta da un post di Mammafelice sulle merendine da portare a scuola.

La programmazione dei pasti ha alcuni vantaggi, più o meno evidenti:

1. TEMPO: ci si può organizzare in anticipo, sapendo quanto tempo dovremo dedicare alla cucina, senza doversi ritrovare ogni giorno davanti a uno schermo bianco che riporta sempre la stessa domanda “cosa cucino oggi?”;

2. ANCORA TEMPO, e anche DENARO: si può fare la spesa in anticipo, comprando esattamente gli ingredienti che ci servono, invece di mettere nel carrello cibi a caso – che magari poi non riusciremo ad utilizzare prima della scadenza – e non dovremo fare un’infinità di piccole commissioni per recuperare questo o quell’ingrediente che ci manca;

3. SALUTE: si possono organizzare i pasti in base alla settimana, se un giorno ci sono più proteine il giorno seguente si dovranno prevedere carboidrati, se il martedì arrivo tardi dall’ufficio prevedo il pasto più rapido, nei giorni in cui i bambini hanno sport, aggiungo anche un dolce… sempre facendo attenzione a non far mancare frutta e verdura in abbondanza.

In base a tutto quanto detto finora, alle preferenze alimentari dei vari membri della mia famiglia, alla velocità di realizzazione e anche all’aspetto salutistico, ho redatto un programma mensile di pasti (solo serali dal lunedì al venerdì, pranzo e cena per sabato e domenica).

Nel mio programma nessuna ricetta si ripete mai nell’arco del mese (tranne un paio di pizze la domenica sera, che sono quasi una tradizione di famiglia). Inoltre, tenendo conto che noi non mangiamo mai primo + secondo + contorno, ma sempre solo primo+contorno o secondo + contorno, ho alternato i pasti a base di carboidrati a quelli a base di proteine. Il venerdì è previsto sempre un pasto di magro, perché giorno di astinenza dalle carni.

Nel mio programma ho aggiunto una serie di varianti (ancora una ventina di piatti, che possono sostituirne uno in programma). A parte, ho fato due liste di prodotti, quelli da comprare nel negozio biologico e quelli da comprare nel supermercato comune (ad esempio sacchi della spazzatura, alcuni prodotti che i bambini preferiscono di una certa marca specifica, ecc…). I due schemini sono stati ridotti, ritagliati, accoppiati “schiena contro schiena” e plastificati. Ho ottenuto una piccola cartolina fronte-retro, da tenere sempre nell’agenda, pronta per ogni consultazione. Inoltre l’elenco dei pasti è anche sul frigo, accessibile agli altri membri della famiglia.

Per le merende a scuola mi sono fatta un elenco di cibi buoni, sani e graditi ai miei figli:

torta al cioccolato fatta in casa, pane brioche fatto con la macchina del pane, frutta secca, buste di cereali monodose, barrette di cereali bio, uva già lavata e divisa in acini, clementine senza semi già sbucciate, banana, mousse di frutta monodose (nei negozi bio si trovano in confezione con un piccolo tappo laterale che permette di “schiacciare” direttamente la mousse in bocca), succhi di frutta bio, latte di riso o di soia al cacao, qualche quadretto di cioccolato e una fetta di pane integrale, pezzetti di parmigiano, in stagione anche caldarroste già sbucciate.

Rimane la questione del pranzo di mio marito, il quale o salta il pranzo o mangia cose poco sane al bar: vorrei preparagli un bento-box con ingredienti che non lo avvelenino. Ma sono un po’ incerta perché da una parte temo che non vorrà portarlo con sé (“ingombra, non ho tempo, non mi piace, un vero uomo mangia solo cacciagione appena abbattuta con le proprie mani, bevendone prima il sangue…”), dall’altra non sono affatto certa di farcela con i miei tempi già contingentati.

Per quanto riguarda i miei pranzi, invece, vorrei essere così brava da limitarmi a frutta e verdura crude (ho poco tempo per mangiare), tanto io faccio una buona colazione e ceno sempre con tutta la famiglia e… ho tanto bisogno di dimagrire.

Infine, mi piacerebbe coinvolgere di più i bambini nella preparazione dei cibi (cosa che aumenta il senso di connessione reciproco, aiuta a dare importanza al cibo e a conoscere i vali alimenti, costituisce un buon esercizio con pesi, misure, tempi di cottura… permette di manipolare, tagliare, mescolare…); ed ecco -tanto per ben cominciare – di seguito una ricetta semplice semplice, realizzata in team famigliare:

Involtini di banana e cioccolato

Ingredienti:

Una confezione di pasta Fillo o Brick surgelata

2 banane non troppo verdi

circa 150 di cioccolato al latte o fondente di buona qualità

un noce di burro

due cucchiai di zucchero di canna

Realizzazione:

Far scongelare la pasta Fillo per circa un’ora e mezza

Tagliare le banane a fettine

Spezzare la cioccolata in quadretti

Sciogliere il burro per pochi secondi in microonde

Usando i fogli di pasta Fillo a due a due, sovrapposti, tagliare tanti quadrati della dimensione di un piccolo quaderno (questa è l’unica operazione che ho fatto io, perché la pasta è delicata e tende a rompersi facilmente)

Su ogni pezzetto di pasta mettere un paio di fettine di banana e un paio di quadretti di cioccolato

Richiudere gli involtini sovrapponendo bene tutti i lati

Spennellare ogni involtino con un po’ di burro fuso

Cospargere con poco zucchero di canna

Mettere su una teglia ricoperta di carta da forno

Infornare a 200° fino a quando non saranno dorati (15-20 min)… ah, no, anche questo l’ho fatto io, perché non si bruciassero.

Assolutamente tutte le operazioni sono state eseguite dai bimbi, ove non è espressamente indicato il contrario.

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Pizza al popolo!

Ieri sera eravamo inviati a cena da amici. Sono rare le occasioni in cui accettiamo inviti io e mio marito da soli, ma questa volta i bimbi sono rimasti con la nostra mitica baby-sitter Costanza: una donna che ci ha fatto benedire ogni giorno da quando l’abbiamo conosciuta. Ieri ha proposto ai bambini di fare la pizza in casa e ovviamente li ha coinvolti nella realizzazione.

Dico solo che era talmente buona e abbondante, che quando siamo tornati non abbiamo saputo resistere e ci siamo concessi un “assaggio”!

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Côté maison











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