Archivi del mese: giugno 2010

Monastero San Benedetto in Bergamo


(Davanti alla statua di San Benedetto, da sinistra: l’Abbadessa Madre M. Tarcisia, O.S.B., Sr. M. Benedetta, O.S.B., Sr. M. Cristina, O.S.B., io con Benedetta in braccio, Caterina, Giulia, mio marito, in ginocchio: Giorgio)
Sabato scorso siamo stati ancora una volta al Monastero S. Benedetto di Bergamo.

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Una parabola discendente


Ieri era San Giovanni Battista, festa patronale a Torino. Ne abbiamo approfittato per fare una gita in una delle nostre mete estive favorite, il monastero di Novalesa, in val di Susa.

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Disegni e pagelle

Caterina (9 anni): aquila
Dicevo ieri che anche Caterina ha disegnato molto. Soprattutto animali: un’aquila, una tigre, vari cavalli. Avrei voluto caricarli perché mi sembravano molto belli, i cavalli in particolare.

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Disegni e lumache

Sabato mattina siamo stati di nuovo al Parco della Collina torinese, ormai una delle nostre mete preferite.

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RHCP



Avete presente il cantante dei Red Hot Chili Peppers?
Ecco, praticamente mio figlio Marco.
E’ tornato dal mare, è polemico, è litigioso, è ostinato come sempre. Come ho fatto a illudermi che due settimane bucoliche tra mare, pesca, nonni disponibili e svago assoluto me lo avrebbero reso un po’ pacificato con il mondo?
Le maestre non sanno che pesci pigliare, i fratelli non ne possono più delle zuffe continue.
Io pure qualche polemica me la risparmierei.
Ho passato un inverno a cercare di venirgli incontro, l’ho tenuto a casa dalla scuola materna ogni volta che mi è stato possibile. Ha praticamente bivaccato ogni notte nel mio letto. Ho pensato attività che potessero piacergli: l’ho fatto dipingere, costruire, disegnare, manipolare.
Gli ho letto le sue storie preferite.
Passa dei momenti angelici, in cui sembra capace di vivere in pace con gli altri e con sé stesso, ma sono sempre troppo brevi. Poi torna arrabbiato, pianta grane per niente, se gli si fanno notare gli errori del suo comportamento diventa aggressivo, verboso, alza i toni e trasforma chiunque in un nemico da annientare. Rompe e rovina gli oggetti di frequente, picchia e nega di aver picchiato, usa un linguaggio che non accettiamo e lo fa consapevolmente, attacca briga con tutti.
Esempio: le maestre lo hanno visto fare pipì vicino a un albero dei giardinetti dell’asilo. C’erano sette testimoni del fatto, tra cui sua sorella Benedetta. E’ stato ripreso civilmente, gli è stato detto che quello è un posto dove giocano tutti, che il bagno è a pochi passi da lì… lui ha negato furibondo il fatto stesso, dicendo che nessuno gli crede, urlando a tutti che non era stato lui. Ma E’ stato lui (alcune ore più tardi lo ha ammesso). In casi del genere alza sempre la posta. E casi del genere si ripetono alcune volte al giorno. Pur di non ammettere il primo errore è capace di dire e fare cose ancora più sgradevoli, che alla fine lo portano a punizioni ancora più grandi.
Sono due giorni che sono davvero arrabbiata con lui, gli ho fatto capire che non intendiamo essere i burattini del suo umore, che non possiamo accettare la guerra continua che lui porta.
DEVE trovare altri modi di esprimersi, qualunque cosa abbia da dire. Lo tratto con una certa gentilezza, gli dò da mangiare, lo ascolto quando mi parla… ma rifiuto di scendere sul suo campo di battaglia. Quando inizia la polemica sterile lo zittisco e spesso lo allontano, non solo da me, ma soprattutto dai suoi fratelli, che patiscono a loro volta questo clima folle. Purtroppo controbattere ne alimenta lo spirito polemico: Marco non vuole avere ragione, a volte sa benissimo di non averla. Vuole fronteggiarci, rubare il palco a tutti gli altri, impedire che l’attenzione si sposti dalla sua persona. Non credo neppure che sia soltanto bisognoso di attenzioni, in quanto peggiora drasticamente proprio quando lo tengo a casa e cerco di concentrarmi su di lui. Io non so se per lui è così doloroso avere dei fratelli e vedere che ciascuno di loro può avere qualche dote che a lui manca (e viceversa, ma questo ovviamente non lo fa soffrire, al contrario: se lui ha qualche dote la usa per disprezzare gli altri, soprattuto alla scuola materna).
L’idea che mi sono fatta (ma non sono affatto certa) è che Marco si senta schiacciato tra una sorellina che è la piccolina di casa e tutti gli altri che, in quanto più grandi, hanno ovviamente capacità diverse. Il punto è che si sente schiacciato perché si mette lui in quell’angolo. E con le sue reazioni schiaccia tutti gli altri, ne impedisce le normali attività, rende nervosi noi genitori, che possiamo poi spazientirci anche con gli altri… Inoltre, non so se è paradossale, gli unici momenti in cui è tranquillo, in cui fa davvero del suo meglio, sono quelli successivi a una punizione. L’altro ieri è stato mandato a letto dopo cena, senza luce spenta o altro, solo per “staccare la spina” alla polemica perpetua e ieri mattina era gentilissimo. In giornata è tornato ai vecchi atteggiamenti e ieri sera è finito nuovamente a letto con un po’ di anticipo (circa 15 minuti) rispetto al solito. Questa mattina era ancora più collaborativo e gentile. Sembra quasi che chieda di essere punito… ma perché? Perché?
Sono pronta a sentire ogni ipotesi, le stesse maestre (che pure hanno una grande esperienza) non hanno saputo consigliarmi nulla, se non sperare che si tratti di una fase passeggera e che il nuovo ambiente delle elementari (con i relativi stimoli, i nuovi compagni e tutto il resto) possa giovargli. A me piacerebbe sapere come aiutarlo senza logorare gli altri membri della famiglia e senza farne un parafulmine. Perché mi rendo conto che diventa sin troppo facile, in queste condizioni, dargli anche colpe che non ha, finire per indicare sempre in lui la causa scatenante, anche se a volte non lo è, c’è il rischio che sia io che gli altri bambini impariamo a dare sempre la colpa a Marco in prima battuta e questo ovviamente non potrebbe che peggiorare le cose.

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Dragonight. Storia di due draghi

Giorgio ha scritto un libro. Ci ha lavorato, di tanto in tanto, per quasi tutto l’inverno. Niente di troppo lungo: sei paginette scritte al computer, più un disegno in copertina. Il titolo è Dragonight. Storia di due draghi.

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Frattura omerale


Il fine settimana è iniziato tranquillamente con il saggio di chitarra di Caterina (qui sopra con la sua amica del cuore).

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