Archivi del mese: aprile 2012

San Marco

Oggi, festa di san Marco Evangelista, è anche l’onomastico di mio padre e del quarto dei miei figli, Marcolino, che tanto piccolo non è più, avendo compiuto da poco otto anni.

Marco non è un bambino a bassa manutenzione: pretende attenzione oltre ogni ragionevole disponibilità genitoriale, protesta e disputa in continuazione, è insofferente a circa un miliardo di cose, tra cui le cuciture delle calze, le maglie di lana, il formaggio sulla pizza, il taglio delle unghie… ma con la stessa caparbia determinazione si attacca a quel che ama: il cibo in generale, il nuoto e tutto quello che ha a che fare con l’acqua, la danza acrobatica, il suo orsacchiotto che ciclicamente rimane senza testa e va rianimato.

Marco ha un senso della giustizia che lo porta letteralmente a urlare, può essere placato soltanto con abbracci e coccole. Marco sembrava avere problemi a scuola, ma invece è testardo e determinato anche in questo e ha imparato a cavarsela, inizia persino ad amare la lettura.

Marco ha una fantasia mirabolante, si diverte a prendere in giro gli altri, anche passando il segno e facendosi detestare, per poi offrire i suoi abbracci e la sua collaborazione, se vede i fratelli stare male.

Marco mangia come un paio di adulti, e quando ha fame è collerico e insopportabile, è magro e muscoloso come un muratore di vent’anni, ma di notte diventa tutto morbido e viene ad abbracciarmi se ha fatto brutti sogni.

Buon onomastico, piccolo mio!

 

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Misericordia e fermezza

Misericordia e fermezza dottrinale separate l’una dall’altra muoiono e non lasciano che due cadaveri: il liberalismo umanitario con la sua falsa serenità e il fanatismo con il suo falso zelo. È stato detto: la Chiesa per principio è intransigente, perché crede; nella pratica è tollerante, perché ama. I nemici della Chiesa sono tolleranti per principio, perché non credono, e intransigenti nella pratica, perché non amano.

(Réginald Marie Garrigou-Lagrange, O.P., Dieu, son existence et sa nature)

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San Giorgio (replay)

“Il tribuno Giorgio era originario della Cappadocia. Giunse una volta nella provincia di Libia, in una città chiamata Silena…”, così iniziano le pagine dedicate a san Giorgio da Jacopo da Varazze nella sua Legenda Aurea.
Vicino a Silena c’era un lago infestato da una creatura mostruosa: dopo aver sacrificato tutto il bestiame, il re decise che a turno le famiglie del posto avrebbero inviato al drago i propri figli, per evitare di essere completamente distrutti dal mostro.
Fino al giorno in cui non venne estratta a sorte proprio la figlia del re.
Il re avrebbe voluto sottrarsi ma il popolo, ormai segnato da numerosi lutti, insorse e il re dovette dunque inviare a malincuore la propria figlia incontro al drago, vestita da sposa e in abiti regali. La giovinetta si incamminò dignitosamente verso il proprio dovere, quando Giorgio la raggiunse, sfidò il drago e lo consegnò mansueto alla principessa, che lo condusse in città ormai domato o, in altre versioni, morto. La commozione e il tripudio per i fatti accaduti causarono la conversione dell’intera città al cristianesimo. San Giorgio morirà poi martire, ma anche su questo aspetto della sua biografia i dati sono molto scarsi.
E’ chiaro che in una storia come questa non è facile distinguere la realtà dalle aggiunte poetiche, ma possiamo immaginare mille pericoli che incombono su una città e molti modi in cui un cuore puro, coraggioso e fermo potrebbe venire in suo soccorso.
Nel medioevo san Giorgio incarna un modello per l’ideale cavalleresco e il suo culto diventa uno dei più diffusi nella cristianità, si estende dalle chiese orientali fino ai numerosi paesi d’Italia intitolati al santo, il quale è patrono di Ragusa, Reggio Calabria e molte altre città, a lui sono anche “dedicati” uno stato caucasico e uno degli stati degli USA. San Giorgio è patrono di Inghilterra, Portogallo e Lituania, oltre ad essere il patrono degli scout.
La sua storia è raccontata in un bel libro per bambini che leggiamo spesso in famiglia.
Ma soprattutto il suo nome è legato a uno dei miei tre maschi di famiglia, i miei cavalieri splendenti.
Il cavaliere Giorgio che gioca a calcio come un forsennato, che fa stragi di cuori tra le sue compagne di classe trattandole con gentilezza e giocando con loro, che quando si arrabbia ai giardinetti lancia il guanto di sfida a “chi corre più forte”, che ama fare esperimenti scientifici e sapere tutto sui paesi del mondo, ma non ha pazienza per colorare con le matite, che vivrebbe di latte e torta al cioccolato, ha un coniglio verde nel letto e tra due settimane farà la sua Prima Comunione… buon onomastico, amore mio!

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Cavalleria

“La cavalleria! Essa alimenta, fanciulla, gli affetti più puri e più alti, è il sostegno degli oppressi, la riparatrice dei torti, il freno al potere dei tiranni. Senza di essa la nobiltà sarebbe un termine vuoto, e nella sua lancia e nella sua spada la libertà trova la migliore protezione”

Sir Walter Scott, Ivanhoe

“Non ci si inganni: quanto più un popolo è stato cullato nelle illusioni e immerso nella vita facile, tanto più l’élite chiamata a salvarlo deve condurre una vita austera e sacrificata: solamente così essa potrà disarmare l’invidia, suscitare la confidenza e dare inizio, con il suo esempio, ad una nuova disciplina e ad un risollevamento dei costumi. Le società cadono malate a cominciare dalla testa, e pure a cominciare dalla testa esse guariscono”

Gustave Thibon, Ritorno al reale

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Crucem sanctam subiit

Un antico canto templare, nei giorni più santi dell’anno, in attesa della gioia!


Crucem sanctam subiit,

qui infernum confregit,

accintus est potentia,

surrexit die tertia.  Alleluia!

Subì la croce santa ,

Colui che spezzò il potere dell’inferno

Rivestito di potenza,

Il terzo giorno è resuscitato. Alleluia!

 

Surrexit Christus

et illuxit populo suo:

quem redemit

sanguine suo. Alleluia!

Cristo è risorto

e ha illuminato il suo popolo

lo ha redento

per mezzo del suo sangue. Alleluia!

 

Crucem sanctam subiit,

qui infernum confregit,

accintus est potentia,

surrexit die tertia.  Alleluia! 

Subì la croce santa ,

Colui che spezzò il potere dell’inferno

Rivestito di potenza,

Il terzo giorno è resuscitato. Alleluia!

Surrexit Christus

iam non moritur:

mors illi ultra

non dominabitur. Alleluia!

Cristo è risorto

Più non muore

La morte non ha più

Potere su di Lui. Alleluia!

 

Crucem sanctam subiit,

qui infernum confregit,

accintus est potentia,

surrexit die tertia.  Alleluia

Subì la croce santa ,

Colui che spezzò il potere dell’inferno

Rivestito di potenza,

Il terzo giorno è resuscitato. Alleluia!

 

Surrexit Christus

lapidem quem reprobaverunt

aedificantes: hic factus est

in caput anguli. Alleluia!

Cristo è risorto

La pietra scartata

Dai costruttori: ora è divenuta

La testata d’angolo. Alleluia!

 

Crucem sanctam subiit,

qui infernum confregit,

accintus est potentia,

surrexit die tertia.  Alleluia!

Subì la croce santa ,

Colui che spezzò il potere dell’inferno

Rivestito di potenza,

Il terzo giorno è resuscitato. Alleluia!

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