La politica dei regali

Inutile negarlo, nonostante tutti i desideri di downshifting  e frugalità, il periodo natalizio per le famiglie con bambini è anche un momento di massicci arrivi di nuovi giocattoli. Per i genitori diventa un ulteriore motivo di stress, perché magari cerchiamo di evitare il peggior consumismo durante tutto l’arco dell’anno e in pochi giorni dobbiamo affrontare la più cocente débacle.

Di solito, i nuovi giochi si aggiungono a una sovrabbondanza di oggetti già presenti nelle nostre case e nelle camerette dei nostri figli. Inoltre non sempre quel che sembra utile e sensato ai genitori viene visto allo stesso modo da amici e parenti. C’è sempre chi cerca il più grande, luminoso, chiassoso e superfluo pezzo di plastica, sicuro di fare un effetto strepitoso sui bambini nella prima mezz’ora e indifferente al fatto che lo stesso regalo verrà presto abbandonato in favore di altri meno appariscenti, giacendo nella sua voluminosa inutilità nelle stanze dei nostri figli.

Sarà che lo spazio da noi è molto più prezioso degli oggetti che lo ingombrano, sarà che non sarebbe del tutto sbagliato insegnare ai nostri figli un po’ di distacco dagli oggetti e soprattutto una mentalità meno consumista, ma da queste parti è stata elaborata una politica dei regali di Natale. Che si basa su alcuni punti fermi.

1. Filtrare ogni forma di informazione: in questo periodo negozi e supermercati dedicano cataloghi monografici a giocattoli & co., la televisione è se possibile ancora più zeppa di pubblicità del solito, i centri commerciali sono delle trappole, ma neppure un semplice quotidiano è esente da rischi. Avrò un approccio un po’ fondamentalista, ma io filtro tutto. I cataloghi spariscono, non porto i bambini nei centri commerciali neppure negli altri periodi dell’anno, figuratevi ora!, la televisione è contingentata e comunque meglio un dvd o Disney Channel (che è senza pubblicità).

2. La lettera a Babbo Natale o Gesù bambino è abolita, oppure trasformata in una vera lettera di bilancio dell’anno passato e buoni propositi per il futuro: nessuna lista della spesa, meglio una lista di piccoli sacrifici da offrire a Gesù in Avvento. Questo perché molto spesso i bambini sono presi dalla frenesia del chiedere e, specie i piccoli, non sempre sanno distinguere i giochi che davvero useranno nel tempo da quelli che sembrano appetibili perché riportano l’immagine di un personaggio dei fumetti o perché li hanno visti ai loro amichetti o per mille altri motivi.

3. Scelta dei giochi in base a criteri di ragionevolezza, durata, bellezza, multifunzionalità: intanto, niente giochi enormi, niente o poca plastica, nessuna funzione elettronica (in generale, niente luci, musichette, ecc…), possibilmente nulla che abbia il logo dei personaggio del momento (un anno Spiderman, l’altro i Pokemon…). Meglio un gioco in meno e di buona qualità.

4. Preparare per tempo e con calma una lista di giochi o altri oggetti davvero utili: nonni, zii e parenti vari potrebbero chiedere consiglio, meglio non essere impreparati!

5. Via via che i bambini crescono mischiare doni utili (capi di abbigliamento, libri per la scuola, materiale per il disegno, accessori per la cameretta…) ad altri più ricreativi.

6. Eliminare senza pietà: nonostante tutte le buone intenzioni, i giocattoli sembrano riprodursi autonomamente e sanno eludere ogni strategia di controllo preventivo. Non resta che cederli periodicamente, quelli in buono stato possono fare la felicità di altri bambini, per gli altri uno smaltimento ecologico andrà benissimo.

7. Dare a questo periodo di feste un significato molto più profondo e spirituale: leggere i brani dei Vangeli che riguardano la natività o cercare degli adattamenti per i più piccoli, proporre ai bambini di partecipare alla decorazione della casa e coinvolgerli in lavori manuali (possono occuparsi delle decorazioni, di piccoli regali fatti a mano per gli amici, aiutare a preparare i biscotti o gli altri dolci caratteristici, fare biglietti di auguri), seguire almeno alcuni appuntamenti liturgici tra quelli così abbondanti in questo mese (novena dell’Immacolata, festa dell’Immacolata, domeniche d’Avvento, novena di Natale), creare tradizioni di famiglia, come il calendario o la corona dell’Avvento, o come i festeggiamenti di san Nicola e santa Lucia, leggere insieme racconti e poesie di Natale, imparare musiche e canzoni a tema, fare qualcosa per chi ha più bisogno (un gesto di carità, un invito, un po’ di tempo da dedicare).

Certamente quest’ultimo è il punto più importante, senza il quale tutto il resto fa fatica a inquadrarsi nella giusta prospettiva perché, lasciatemelo dire, vedo ovunque intensi tentativi di creare “la magia”, “la festa”, “il ritmo dell’anno”, prescindendo però dal vero significato di quel che attendiamo: “Viene la luce del mondo”. E quella luce non è un simbolo, è una vera persona, che chiede di essere accolta.

Per ora mi fermo qui, ma nei prossimi giorni vorrei riprendere l’argomento parlando invece di buone idee regalo, almeno secondo la nostra esperienza famigliare.

 

6 commenti

Archiviato in educazione, feste, gioco

6 risposte a “La politica dei regali

  1. Catia

    Che dire?
    Ti do pienamente ragione.
    Anche noi cerchiamo di non far passare questo periodo come una kermesse di regali, luci e addobbi, anche se a volte è difficile spiegare ai figli l’importanza di non lasciarsi condizionare dalla pubblicità, dalle tendenze e dalle mode (questo vale tutto l’ anno, naturalmente).
    Anche noi abbiamo fissato delle regole negli ultimi anni:
    1. Un regalo per tutta la famiglia, nel senso qualcosa che possa farci stare insieme anche giocando (due anni fa una serie di giochi da tavolo, l’anno scorso il biliardino e quest’anno sigh! il Nintendo Wii).
    1. Niente regali tra adulti, cioè tra me e mio marito, tra noi e i nonni, tra noi e i parenti. Solo regali ai bambini.
    2. Ai bambini regali utili: i nonni generalmente chiedono dritte, così dopo aver fatto un censimento del materiale scolastico che magari già comincia a scarseggiare (pastelli, penne cancellabili ecc…) o del vestiario che comincia a logorarsi (io tendo ad allungare e mettere toppe ai pantaloni finchè posso) sappiamo indirizzare i suddetti nonni.
    4. Due (di numero) desideri di Matilde. Lei scrive la letterina e sa che dell’elenco di desideri ne vedrà realizzati due.
    5. Una sorpresa, cioè una cosa che lei non si aspetta. Quest’anno saranno una serie di libri di mamma e papà di quando erano bambini.

    Per quanto riguarda il tuo settimo punto ci stiamo impegnando leggendo tutte le sere una storia sull’Avvento e sul Natale, storie in cui fare particolare attenzione a quel bambino che nasce, che deve nascere nei nostri cuori e al vivere quotidianamente secondo il suo messaggio d’Amore.

  2. Ho letto il post tutto di filata. Il linguaggio sembra un po’ duro, o come dici tu fondamentalista, ma ti capisco sai… bisogna tenere duro, in questo periodo più che in altri mi sembra di essere immersa in un paganesimo sfacciato. Meglio avere le idee chiare e dirle chiaramente anche ai nostri bambini.
    Elena

  3. Che bell’elenco hai scritto! Secondo me, con i regali é anche un po’ questione di abitudine: se da sempre si usa farlo con una certa ragionevolezza, non ci sono problemi; certo che i bambini confrontano i loro regali con quelli degli amici ma sanno che le famiglie, le esigenze, gli usi ecc. sono diversi e almeno per quanto mi riguarda finora non ho mai visto delusioni.

  4. Tiziana

    ciao, ci sono parecchi punti di questo tuo post che descrivono completamente la nostra situazione … la preziosità dello spazio, la “riproduzione” autonoma degli oggetti nonostante un nostro controllo quasi maniacale, il tentativo di downshifting e di insegnamento di un sano distacco dalle cose. Ogni tanto procedo a svuotare gli spazi, e con rammarico mi trovo a liberarmi di cose che al momento dell’acquisto avevo considerato utili/intelligenti … e che poi non sono state poi molto utilizzate. La nostra politica dei regali comprende: la scelta di regalare gite per tutta la famiglia o spettacoli teatrali ai compleanni; la scelta di libri, cd musicali, giochi di società, materiale artistico (colori, ma anche fili e schemi da ricamo/uncinetto) o per il gioco all’aperto per ogni altra occasione. Il divieto assoluto di cose ingombranti (e questa è la parte più difficile con il più piccolo … che a 6 anni valuta la bellezza di un gioco “a peso e volume” …). Per Natale i miei figli scrivono la letterina, che comprende sia una parte di racconto delle cose più importanti avvenute durante l’anno, sia una parte di desideri. La regola è che possono esprimere 4 desideri ciascuno. In genere non arrivano a 3 …, e tra i desideri non manca mai un libro o un cd. Io trovo educativo anche il farli pensare a quali sono i loro desideri. E chiediamo sempre di pensare a quanto quello che desiderano potrà accompagnarli nel loro cammino. In ogni caso troveranno 4 pacchetti ciascuno sotto l’albero (i desideri mancanti vengono integrati da idee di mamma e papà). Nonni e parenti vari se vogliono contribuiscono ad acquistare uno dei loro desideri, altrimenti nulla.
    E per il resto cerchiamo di goderci un Avvento in famiglia (che da noi dura pure di più!), fatto di attività insieme in casa, di attenzione alla preghiera, di pensiero alle persone a cui vogliamo bene (in questo momento per esempio sono tutti e tre in soggiorno a preparare lavoretti di auguri per insegnanti, nonni e zii, c’e’ chi usa le perline a fusione, chi ricama e chi utilizza colla e cartoncino) e anche di coinvolgimento alle iniziative di carità proposte dalla parrocchia. E attendiamo le vacanze di Natale per avere ancora più tempo per stare insieme!
    … una piccola riflessione a parte, quest’anno a maggio Silvia riceverà la prima Comunione e la Santa Cresima. Sto cercando di metterle la pulce nell’orecchio… si potrebbe scegliere di rinunciare ai regali, visto che non ha bisogno di nulla e che non ha desideri particolari, e magari chiedere di fare un regalo a chi ha veramente bisogno. Io prego perche’ lei diventi consapevole di questo, ma so che la scelta alla fine deve essere sua. E allo stesso tempo so che ci sarà chi non capirà comunque questa scelta e si sentirà a disagio nel partecipare ad una festa “a mani vuote”. Non è un mondo facile … per nulla.
    buon fine settimana!
    Tiziana

  5. Pingback: Quali giochi regalare? | Perfectio Conversationis

  6. m@w

    …lasciatemelo dire, vedo ovunque intensi tentativi di creare “la magia”, “la festa”, “il ritmo dell’anno”, prescindendo però dal vero significato di quel che attendiamo: “Viene la luce del mondo”. . E quella luce non è un simbolo, è una vera persona, che chiede di essere accolta.
    Ok, mi metto tra i tentativi. E spero anche che riescano, i miei tentativi, perché se manca la motivazione religiosa è ancora più difficile non ridurre questo periodo ad uno sfogliar di cataloghi e girare per centri commerciali .

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