Regali di Natale

Una delle cose che non sopporto del mese abbondante che precede il Natale è il costante martellamento a spendere, comprare, apparire. Niente di più stridente per la festa di un bambino povero, nato in una capanna, adagiato in una mangiatoia.

Un primo passo potrebbe essere di spegnere la televisione, la radio, evitare persino i giornali (almeno quelli patinati): una macchina da guerra per inghiottire il mondo nella banalità (e svuotarne il portafogli).

Come sempre, però, ognuno può fare le proprie scelte, dare valori diversi alle cose, riflettere più a fondo.

Una cosa che apprezzo moltissimo sono i regali fatti a mano, con dedizione, pensando al destinatario. Un’altra buona abitudine sarebbe quella di ridimensionare la dimensione dei regali, in valore economico e numero globale.

Ci sono persone che avrebbero tanto bisogno di un po’ di tempo: anziani soli, che non se ne fanno nulla dell’ennesimo frullatore, ma sono assetati di qualche ora spensierata, mamme super-indaffarate, che avrebbero più bisogno di un massaggio rilassante o di un pomeriggio diverso che di una nuova borsetta…

Un altro modo significativo di intendere il dono è quello di pensare ad associazioni che si occupano di malati, poveri, bambini… Quanti soldi vengono inutilmente spesi ogni anno in orribili gadget aziendali, mentre sarebbe incredibilmente più utile e generoso devolvere le stesse somme ad associazioni di beneficenza e solidarietà?

Per quel che riguarda la nostra famiglia, da un po’ di anni scegliamo i regali sul sito del nostro monastero del cuore www.barroux.org (tra l’altro completamente rinnovato da poche settimane).

Si possono trovare vari libri di spiritualità (in francese), libri per bambini e ragazzi, il buonissimo olio fatto dai monaci (anche in confezione regalo), pacchi dono con prodotti dolciari e alimentari (biscotti, marmellate, vino, olio…). Si può, da pochi giorni, trovare il secondo volume della raccolta di scritti spirituali di dom Gérard Calvet O.S.B., Benedictus. Un libro profondamente radicato nella spiritualità benedettina.

Oppure, un’altra novità importante, è il CD di canto gregoriano edito dalla Decca, inciso dalle monache di Notre-Dame dell’Annonciation, il titolo è In Paradisum (l’edizione inglese si intitola Voices: Chant from Avignon).

Anche in Italia, ovviamente, ci sono monasteri che hanno siti di vendita on line o negozi di vendita diretta al pubblico: se ci state ancora pensando, non posso che incoraggiarvi a fare un gesto che aiuta i monaci a vivere del proprio lavoro.

Spero che sia evidente che questo non è un post sponsorizzato, ma un gesto di amore per il monastero a cui sono legata.

 

 

4 commenti

Archiviato in feste, monastica

4 risposte a “Regali di Natale

  1. In casa nostra di solito ci regaliamo dei libri, o comunque degli oggetti utili (a mia mamma piace cucinare, allora un grembiule, una tovaglia…magari qualcosa per andare in montagna a mio papà o mio fratello come calzettoni etc..).Cerco di regalare cose “furbe” anche alle mie amiche:negli anni scorsi ho fatto a mano biscotti, o cioccolatini un altro anno, lo scorso natale ho cucito a mano dei sacchettini di lavanda da regalare loro, anni fa avevo decorato delle palline per l’albero di natale da regalare.Quest’anno avrò meno tempo per fare qualcosa a mano x tutti, ma sto pensando lo stesso di fare regali semplici, economici e non cavolate inutili…mi piace molto regalare una buona tisana, un buon sapone preso in erboristeria..piccoli doni semplici!

  2. Totalmente slegato dal commento precedente, ma ieri sera ho visto “Uomini di Dio” al cinema, mi é piaciuto anche se l’ho trovato un po’ lento alla fine (insomma l’avrei fatto finire dopo la scena con la musica dello Schiaccianoci dove l’inquadratura passa da un viso all’altro), ora voglio informarmi meglio sulla vicenda storica algerina di quegli anni, l’ho studiata all’università riguardo al dibattito “quando al democrazia uccide se stessa” visto che il fronte islamico algerino vinse le elzioni democraticamente, ma ora voglio approfondire un po’!

  3. Catia

    Quest’anno (ma sono intenzionata a creare un precedente) i regali (pochi e a persone selezionate) li abbiamo acquistati alla “Bottega del mondo” del Pime. Ci sentiamo molto in linea con i valori di mondialità e di interculturalità portati avanti da questo istituto e quindi ci sembrava coerente anche restare in tema con il discorso regali.

  4. MA bisogna proprio farli questi regali? Io sono tentata tutti gli anni di chiudermi in un cassetto fino a Santo Stefano, con tutti i sensi di colpa verso i miei figli che ovviamente adorano questo periodo.
    Mi fa piacere leggere le tue riflessioni, vorrei veramente cercare di riportare questo periodo ad una dimensione rallentata, come ben dici, piuttosto che frenetica.

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