Uomini di Dio

Algeria, 1996. Sul monte Atlante c’è da decenni una comunità di monaci trappisti di origine francese, il priorato di Notre-Dame de l’Atlas, a Thiberine. Il paese è povero e gli abitanti, di religione islamica, hanno buoni rapporti con i monaci.

Nel monastero c’è l’unico ambulatorio medico della zona, sempre aperto, i monaci aiutano i locali che devono fare delle burocrazie, scrivere una lettera, partecipano alle semplici feste dei locali.

I monaci pregano secondo la propria religione, ma sentono i musulmani che li frequentano come fratelli, un sentimento ricambiato.

Ma in Algeria sta montando una marea fondamentalista, altri occidentali sono stati uccisi barbaramente, ogni giorno cresce il numero dei morti sgozzati, il governo è ambiguo. I monaci rifiutano ogni protezione e devono decidere se restare o partire. La comunità dapprima è divisa (alcuni vorrebbero salvarsi tornando in patria), dilaniata dal dubbio e dal timore, ma tutti sono d’accordo che il martirio non vada cercato.

Si viene a una drammatica votazione, in cui ciascun monaco sceglie di rimanere, per condividere la sorte della popolazione in balia dei fanatici – questa infatti non può fuggire -, per non sottrarsi alla propria vocazione, per non lasciare il villaggio senza aiuto e protezione, per continuare, se possibile senza clamore, la propria testimonianza.

La comunità è composta da nove persone. Sette di loro saranno prelevate di notte, tenute a lungo prigioniere e poi uccise per decapitazione. Si ritrovarono solo le teste, i corpi ancora oggi nessuno sa dove siano.

I loro nomi erano Christian de Chergé, Luc Dochier, Christophe Lebreton, Michel Fleury, Bruno Lemarchand, Célestin Ringeard, Paul Favre-Miville.

Questa, che è storia vera, è diventata un film davvero toccante, semplice e intenso, pieno di un senso religioso non banale: consiglio a chiunque abbia l’opportunità di vederlo.
http://www.gloria.tv/media/105520/embed/true

2 commenti

Archiviato in monastica

2 risposte a “Uomini di Dio

  1. Lavinia

    il film non l’ho visto… il libro “più forti dell’odio” però l’ho letto ed è di una forza sconvolgente…è incredibile e commovente la capacità di questi uomini di rimanere per scelta e di continuare ad amare anche di fronte ad una lucida consapevolezza della fine che li attende.
    buona giornata e grazie per il tuo blog.

  2. perfectioconversationis

    Benvenuta,
    per quanto ne so, sono in corso di pubblicazione in Francia gli epistolari e i diari di alcuni dei monaci uccisi, che ne mettono ancora più in luce la straordinaria fede e forza morale. Sarebbe bello se seguisse un’edizione italiana…

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