Un piccolo progetto di homeschooling

Uno dei miei obiettivi per quest’anno è di semplificare molte cose: soprattutto gli oggetti e le nostre attività. Tra queste, i vari catechismi erano diventati delle voragini mangia-tempo. Nella mia parrocchia a ogni classe scolastica corrisponde un giorno del catechismo: i bambini di seconda frequentano il martedì, quelli di terza il mercoledì, e così via. Per me, dal prossimo anno, significherebbe essere in parrocchia 3 giorni alla settimana per accompagnamenti e ritiri. Significherebbe controllare gli ulteriori relativi compiti (lottando soprattutto con Giorgio, che odia colorare e qui da noi il catechismo si può fare avendo idee assai vaghe sulla religione cattolica, ma non senza colorare). Significherebbe sacrificare il poco sport che fanno i bambini e soprattutto il loro poco tempo libero, che per me è invece preziosissimo e vorrei difenderlo a spada tratta. Forse se non avessi letto così tanto sull’homeschooling negli ultimi tempi non mi sarebbe neppure venuto in mente… invece ecco che lancio lì un’idea al nostro parroco, ecco che lui la capisce e accetta, ecco che si parte.

Farò catechismo io stessa ai miei figli.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (quello ufficiale), la famiglia è definita “chiesa domestica” e a lei è delegata principalmente l’educazione religiosa. Tutte le altre figure che collaborano alla catechesi dei ragazzi hanno un semplice ruolo sussidiario (cioè intervengono solo ove e in quanto la famiglia avesse bisogno di sostegno). Nel nostro caso questo genere di educazione è iniziata il giorno stesso della nascita dei figli, i bambini imparano prima di tutto da un certo clima di preghiera, dalla frequenza alla Messa, dai discorsi che sorgono quasi casualmente, dai libri che leggiamo. Parliamo di vite di santi, dei vari periodi dell’anno liturgico (iniziando ovviamente da Natale e Pasqua). Lo facciamo con naturalezza, vivendo noi per primi ciò che vorremmo trasmettere.

Da circa un anno abbiamo cominciato a leggere di tanto in tanto un bellissimo catechismo francese, e abbiamo quasi finito il primo volume (in estate ci siamo interrotti).

Ora si aggiunge l’impegno di fare un discorso più articolato, in preparazione alla Riconciliazione  e alla prima Comunione per Giorgio e alla Confermazione per Caterina. In parte dovremo usare gli stessi libri che usano i bambini che frequentano, anche perché è possibile che qualcuno verifichi in seguito che i miei figli li conoscano almeno un po’. Però si tratta di testi un po’ vaghi, che non mi fanno impazzire.

Ora ho pensato a una piccola “programmazione” per quest’anno catechistico, cercando di partire da una conoscenza precisa di alcuni punti fermi, dalla frequentazione della Scrittura e dalla preghiera.

Ne sono venuti fuori due pro-memoria: il primo per aiutarli nell’esame di coscienza serale, il secondo per spiegare bene la Confessione. Li ho stampati ridotti del 60%, il primo su carta colorata e li ho plastificati (il primo è composto da due pagine, che ho disposto con i dorsi accoppiati, per avere un foglio leggibile sui due lati). Ora Giorgio e Caterina li tengono nelle bacheche personali che hanno vicino ai loro letti e li consultano quando serve.

Se a qualcuno interessano, sono qui:

Esame di coscienza

Confessione

 

Per quanto riguarda la Scrittura invece abbiamo deciso di ascoltare e leggere ordinatamente dei libri con CD pubblicati tempo fa dal Corriere della Sera: sono splendidamente illustrati, ben raccontati (come testi) e ben narrati (come lettura-recitazione). Vorrei procedere lentamente e stimolare soprattutto la conversazione sui temi che suscitano il loro interesse. Inoltre vorrei trasformare le lezioni in sedute rilassate, nel fine settimana, in cui coinvolgere anche i piccoli, iniziare quando si vuole e finire quando l’attenzione diminuisce.

Spero che l’esperimento funzioni!

11 commenti

Archiviato in catechismo, educazione, famiglia

11 risposte a “Un piccolo progetto di homeschooling

  1. i miei ricordi del catechismo parrocchiale sono piuttosto terribili. Ancora non dimentico quel “fratello” che mi diede un 4, come se fossimo a scuola, facendo inorridire mia sorella primogenita che considerò quel voto come una debolezza del fratello stesso. Debolezza che poi si dimostrò purtroppo con altre manifestazioni.
    Ma da quel che mi raccontano, le ore di catechismo parrocchiale sono degenerate, diventando una specie di parcheggio. Così come la scuola. Se fosse possibile, io proporrei l’homeschooling per tutte le discipline.

    • perfectioconversationis

      Se fosse possibile, io farei homeschooling per tutte le discipline.
      Ma anche così, mi riservo di controllare, scegliere la scuola, farmi carico a casa di quel che manca a scuola: in nessun caso lascio deleghe in bianco per quel che riguarda i miei figli.

  2. Tiziana

    Ciao, hai avuto davvero una bella idea e spero che continuerai a parlarne e condividere! Perche’ si vede che ci metti l’ “anima”!
    Noi per ora frequentiamo il catechismo parrocchiale, anche perche’ l’attuale parroco lo sta portando avanti in un modo che mi sembra intelligente. Tra le altre cose qui si inizia in quarta elementare e alla fine della quinta si celebrano i sacramenti di Riconciliazione, Comunione e Cresima praticamente tutti insieme. Il catechismo coinvolge molto anche i genitori (per chi si vuol far coinvolgere …) e viene svolto a partire dal Vangelo, che è l’unico testo che i ragazzi hanno.
    E il fondamento di tutto è proprio l’idea che è la famiglia il primo luogo dell’incontro con Gesu’.
    buon pomeriggio
    Tiziana

  3. perfectioconversationis

    Bravo il tuo parroco!
    Temo che gli stessi sacerdoti si trovino di fronte a situazioni quasi drammatiche: se allargano le maglie si ritrovano con bambini che in famiglia non hanno ricevuto NESSUNA educazione religiosa, se le restringono perdono una delle poche possibilità di parlare ad alcuni bambini e alle loro famiglie.
    Per non parlare delle continue polemiche di chi vuole i sacramenti, ma non vuole che davvero si trasmettano gli insegnamenti della Chiesa che amministra quei sacramenti. Se si esula da discorsi generici di “pace e amore” e si va nello specifico, ci si ritrova su un terreno minato.

  4. Mi interessa molto quello che scrivi. I miei bimbi sono ancora piccoli e io vedevo comunque il catechismo anche come momento comunitario, per aiutarli ad inserirsi nella vita di parrocchia.
    Mi piacciono i tuoi spunti, e io stessa mi chiedevo se e quando inserire l’esame di coscienza, che per me è fondamentale. Però lo semplificherei, come lo semplifico per me e direi solo: “Quand’è che potevo amare e non ho amato Dio e il prossimo? Cosa farò per rimediare?” Poi con l’esperienza questo si declina nel saper ascoltare, saper tacere, non fare male etc. Ho molta paura di passare la mia fede come qualcosa di negativo, di unicamente limitante, e temo di non riuscire a dare il respiro di infinito che invece ha dato a me scoprire e conoscere Dio e invece focalizzarmi solo sul non si deve.

    • Quella di sopra non vuole essere una critica, è una riflessione personale perché non credo che avrei il coraggio di fare da sola catechismo ai miei figli e ti ammiro molto!

      • perfectioconversationis

        Ciao Lisa,

        al contrario, ma ha fatto piacere la tua riflessione. Secondo me però è più facile per un adulto capire che alcuni comportamenti sono delle mancanze al comandamento dell’amore, per i bambini ho l’impressione che le mancanze vadano esemplificate bene, proprio per dare degli appigli concreti. Il decalogo, a suo modo, è solo un pro-memoria per ricordare cose che dovrebbero essere già scritte nel cuore dell’uomo attraverso la legge naturale… ma pare sia stato utilissimo ai suoi tempi, e anche ora! Questo non significa concentrarsi sul “non si deve” (o almeno, non vorrebbe): ma non tutti gli istinti portano al bene, ed è giusto spiegare con precisione il discernimento dei propri atti.
        Certo, non basta mandare a memoria meccanicamente, ma bisogna parlarne, capire il progetto di salvezza di Dio per gli uomini, capire non è il formalismo che ci salva, ma il cuore puro. In questo vedo però che i bambini sono pronti a chiedere e ad aprirsi completamente, mentre i foglietti che preparo servono solo come “stampelle” per rendere più preciso e concreto il discorso.

  5. Volevo scriverti in privato, ma sei stata rapidissima con questo post.
    Sai che ci avevo pensato anche io? Ci meditavo in ferie, ma pensavo che non fosse possibile, e invece… eccoti qui!
    Anche io non sono entusiasta di come conducono la preparazione alla Confermazione, che viene fatta all’interno degli incontri dell’ACR. L’Ometto quest’anno non frequenta più il gruppo: mi ha detto che si annoiava e che c’era troppa confusione, e inoltre non riusciva a cogliere il senso di ciò che si faceva (e neppure io, per la verità). E allora ho pensato “e se lo preparassi io?”, ovviamente con l’ausilio di libri e di un programma).

    Ma come funziona tecnicamente? Tu sei andata dal parroco, gli hai spiegato le motivazioni che hai scritto in questo post, e lui ha detto di sì senza colpo ferire? Non si è offeso o infastidito in quanto era come se gli dicessi che il loro catechismo non vale poi granchè?
    E alla fine ci sarà un colloquio per il benestare finale? E quanto tempo pensi di impiegare per la formazione? I due anni canonici o “a piacere”?
    Scusa la raffica di domande ma sono davvero interessata, nonchè contentissima di scoprire che non ho solo io le pigne in testa.
    Intanto vado e stampo quello le tue preziose risorse. Grazie!

  6. Capita proprio al momento giusto questo Post.
    Asia comincia domenica il catechismo, in pratica la lezione si terrà durante la messa domenicale. Quello che però mi rende perplessa, è che purtroppo scarseggiano le catechiste. Così il ns. parroco, suo malgrado sta reclutando chiunque. Ho avuto modo in settimana di scoprire la catechista di Asia, una signora che già conoscevo; mi spiace dirlo ma non mi convince affatto. Non voglio polemizzare, anzi io per prima mi sento molto “ignorante” in materia. Prenderò spunto dai tuoi suggerimenti per approfondire gli argomenti, spero mi potranno aiutare!.

  7. Grazie per questo post, molto interessante, e anche i commenti sono molto interessanti.

  8. Ciao, sono Silvia e ti leggo con piacere da qualche tempo. L’argomento che tocchi qui è uno di quelli a cui più spesso mi capita di pensare in questo periodo. Nella nostra parrocchia oltre al catechismo per i bambini (in cui prevalentemente i bimbi “colorano”) organizzano incontri per i genitori che pur essendo in teoria un’ottima cosa, in pratica per come sono organizzati si rivelano una gran perdita di tempo. Però questa situazione mi sta dando lo stimolo per organizzare qualche attività più strutturata a casa che si utile a grandi e piccini. Grazie per le tue riflessioni e per i tuoi spunti!

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