Bambini e lettura, alcune riflessioni

Credo che sia risaputo, quasi un luogo comune, come la pratica della lettura influisca positivamente sul resto delle attività scolastiche: aiuta il linguaggio, stimola la fantasia, il ragionamento e i sentimenti. Il bambino che legge molto generalmente ha un vocabolario più vasto, fa meno errori ortografici e grammaticali scrivendo, afferra meglio i concetti, riesce a fare maggiori collegamenti interdisciplinari.

A me la lettura non interessa però come trucchetto per fare andare meglio i bimbi a scuola (semmai, ritengo questa una ricaduta benefica). A me interessa perché apre mondi sconosciuti, desta passione, interesse, capacità di confrontarsi con nuove idee, strumenti per trovare le informazioni che servono, possibilità di allenare i sentimenti e l’immaginazione in modo evocativo e personale. Ancora di più, la lettura mi interessa come forma di accesso alla grande letteratura e alla sua bellezza, alle idee, alla storia e alla filosofia, alla scienza. Nel regno dello spirito umano.

Per tutti questi motivi, leggo molto ai miei figli. Leggo praticamente ogni giorno. Dalle storie per piccolissimi ai libri sui vulcani o sul corpo umano. Dalle filastrocche ai classici per ragazzi.

Ovviamente ho gusti ben precisi, ma cerco di prendere in considerazione anche e soprattutto i gusti dei miei figli. Anzi, questo è un campo in cui mi aspetto che prendano l’iniziativa e scoprano poco alla volta quello che amano e quello che li annoia, che sappiano scegliere e godere  di un loro genere preferito, di un autore, di un registro piuttosto che un altro.

A casa mia, per lavoro e per passione, ci sono molti libri. Alcuni dicono “troppi”. Invadono ogni stanza, solo i bagni sono esclusi. Sono in sala, in corridoio, in cucina, nelle camere. Arrivano al soffitto, sono sovrapposti, in doppia fila, sui comodini, negli scaffali, sui tavoli. In una vita che vorrebbe ridurre tutto al minimo, sono l’unica cosa che davvero abbonda.

Non è dunque così strano che i miei figli abbiano tutti una certa propensione per la lettura, mai stimolata con premi o ricatti, ma respirata naturalmente fin dalla nascita. L’unico premio che si riceve qui per aver finito di leggere un libro… è di poter avere un nuovo libro da leggere!

Devo dire che l’anno scorso ha visto alcuni passi avanti, completamente autonomi, che mi hanno fatto piacere. La grande, da sempre lettrice di fantasy e storie di vampiri (se si esclude la letteratura e la filosofia che deve leggere per scuola, facendo il liceo classico), ha scoperto Shakespeare. Lo ha letto e riletto. La letteratura fantasy sconfina evidentemente in grandi capolavori (uno per tutti, Il signore degli anelli), ma conta anche tanti autori banali e ripetitivi. Non posso nascondere quindi una certa soddisfazione per questa nuova fase.

Caterina sta affrontando alcuni classici per l’infanzia. Fino alla terza elementare aveva letto qualche versione di classici nella serie di Geronimo Stilton. Per quanto riguarda questi libri (che siano storie originali o classici rivisti), ho sempre pensato che fossero particolarmente ripetitivi, stereotipati e banali. Bisogna però prendere atto che a molti bambini piacciono, di solito propongono buoni comportamenti e sentimenti, spesso riportano informazioni e curiosità interessanti. Noi ne abbiamo alcuni volumi e non credo che vadano demonizzati (anzi, sono un buon primo accesso alla lettura di storie un po’ più lunghe per bambini abituati a leggere solo brevi racconti o a non leggere affatto). Non devono però diventare neppure l’unica lettura a disposizione. Ed è così che ho proposto a Caterina alcuni libri in versione integrale. Ha iniziato con Gli otto cugini, di Louisa May Alcott, ha proseguito con Piccole donne e Piccole donne crescono, della stessa autrice. Ha poi letto Peter Pan, di James Matthew Barrie, Il giornalino di Gian Burrasca, di Vamba, una raccolta di Fiabe popolari lituane e una di Fiabe russe, il romanzo Idros, di Mariano Diotto, le Favole al telefono di Gianni Rodari, ora sta leggendo Il principe e il povero, di Mark Twain. Evidentemente ci ha preso gusto, perché mi ha chiesto di poter leggere anche I promessi sposi, l’Iliade e l’Odissea. In realtà sono un po’ perplessa, perché  temo che un approccio prematuro possa farle bollare alcuni testi come “difficili” o “noiosi”, allontanandola per sempre. Cercherò quindi delle buone riduzioni letterarie, del tipo scrittori che raccontano altri scrittori, ovviamente se le trovo.

Per quanto riguarda Giorgio lui è fatto a modo suo, ha letto l’anno scorso Cara Susi, caro Paul, di Christine Nöstlinger e, della stessa autrice, Diario segreto di Susi, diario segreto di Paul, ha iniziato poi la serie Gol!, di Luigi Garlando (per un patito di calcio, era inevitabile…). Gli piacciono Rodari e altri autori umoristici (le storie di Emanuele Luzzati tratte dalle Mille e una notte), però è anche uno spirito scientifico, quindi legge libri sui vulcani, sulle macchine, sullo spazio…

Marco e Benedetta non leggono ancora, leggo io per loro, tante storie, classici per bambini, fiabe, filastrocche. I fratelli Grimm e Rodari, Andersen e Munari, Esopo e Piumini… il tutto a sempre a richiesta (e incrociando le dita sperando di non dover rileggere la stessa favola per un mese di fila!).

Quello che più vorrei raccomandare è la lettura di versioni integrali e originali. Niente sminuzzamenti alla Disney o riduzioni più o meno semplificate. Evitate i libri brutti, con brutta grafica, brutta carta, illustrazioni mediocri (meglio allora nessuna illustrazione). Proponete ai vostri figli letture adeguate alla loro età, ai loro interessi e ai loro gusti, ma fate in modo che siano a loro modo dei gioielli, una vera esperienza intellettuale, non solo una serie di parole facili e noiose. Non è necessario fare balzi in avanti, ci sono capolavori per ogni età, ma sceglieteli con occhio esigente. Charlotte Mason, un’educatrice di cui ho già parlato qui e qui, parlava di living books e li proponeva come sostituti dei libri di testo predigeriti, delle antologie che procedono a spizzichi e bocconi, dei libri scolastici fatti per spegnere ogni interesse. Non sarà un caso se ancora oggi moltissime famiglie fanno homeschooling seguendo i metodi della Mason e se altrettante scuole (soprattutto nel mondo anglosassone) li adottano.

18 commenti

Archiviato in attività con i bambini, Charlotte Mason, educazione, famiglia, libri

18 risposte a “Bambini e lettura, alcune riflessioni

  1. Come al solito mi considero un caso disperato. Con la mia prima e all’epoca unica figlia, mi dedicavo anima e corpo per avvicinarla alla lettura. Maggior ragione che è un carattere irrequieto, ho sempre pensato che la lettura la potesse in qualche modo rilassare. Detestava che io le leggessi qualsiasi cosa, mi chiudeva ripetutamente il libro. Tant’è, che decisi di non forzarla…l’importante era l’esempio. Per cui spesso mi vedeva leggere, ma ahimè, la infastidiva pure questo e tentava in ogni modo di distogliermi dalla lettura. Altro espediente, era quello di portarla in librerie, dove ci fossero ampi spazi dedicati ai bimbi. Devo dire che lì, andava meglio, forse ammaliata dai colori, incuriosita dagli ambienti, si intratteneva volentieri a gironzolare tra i libri. Le facevo scegliere più libri e poi insieme sceglievamo quello più adatto. Ma fuori di lì, la magia svaniva….arrivavamo alle prime pagine e poi perdeva ogni interesse. Ricordo che riuscivo a leggerle qualcosa, quando aveva più o meno 40 di febbre, forse troppo debole per opporsi, sembrava quasi gradire. Finchè c’è vita, c’è speranza!!.

    • perfectioconversationis

      Non ti scoraggiare e, soprattutto, mostrale che la lettura è una cosa naturale e importante per te. Vedrai che nel tempo la considererà con meno sospetto anche lei…

  2. 200, sono 200 i libri che devono esserci in una casa per diventare contagiosi e spingere i figli alla lettura.
    Così si diceva in un articolo che ho letto ieri.
    In effetti, io credo che i consigli di lettura spesso diventano deleteri ed è bene che un ragazzo scopra da sè gli autori. In questo modo, essendo una sua scoperta, ne è ancora più appagato.

  3. perfectioconversationis

    Azz… qui più che un contagio c’è un’epidemia: l’ultima volta che li ho contati (i libri) viaggiavamo attorno ai 4000, ma erano molti anni fa… almeno quattro figli fa.

  4. sono epidemie senza effetti collaterali e purtroppo circoscritte.
    Io vedo pochi libri nelle case che frequento e spesso sono semplici soprammobili.

  5. Sybille

    Ciao, che bello questo post!
    La lettura, é un tema che mi sta molto a cuore. Anche noi a casa abbiamo parecchi libri e un po’ dappertutto, e l’appuntamento in biblioteca una volta alla settimana é fisso.
    I miei ragazzi sono due lettori molto diversi fra di loro: Sandro é un po’ come ero io da bambina, legge molto volentieri e un po’ di tutto. John invece é un po’ come mio fratello e come descrivi lo stile di Giorgio, nel senso che si butta piú su libri scientifici su temi che al momento gli interessano. E poi, i suoi adorati fumetti!😉

    Pensa che io leggevo mentre allattavo! Poi, per avvicinare i bambini alla lettura fin da piccoli (ma é stata una cosa spontana, non con il pensiero fisso che sia una cosa importante da trasmettere ecc.), ho preparato loro dei libri scritti da me con storie e filastrocche inventati per loro (e loro dicevano di chi o di cosa doveva trattare la storia: di uno gnomo, di un pirata ecc.). In questo modo sono nati dei libretti che ancora oggi ogni tanto sfogliano sorridendo (v. qui: http://buntglas.wordpress.com/2009/07/01/once-upon-a-time-7/ )
    Ho notato che spesso i genitori credono che al momento che un bambino legge abbastanza bene (tipo verso la seconda elementare) non sia piú “necessario” leggergli a voce alta. Invece credo che sia una cosa molto bella e importante anche dal punto di vista “sociale” (come al solito non riesco a spiegarmi bene ma credo che tu capisca cosa voglio dire, vero?). Oltre a leggere ognuno per sé, noi alterniamo momenti dove leggiamo a voce alta, un po’ noi e un po’ i ragazzi. Ad esempio Sandro, se questo libro lui continua a leggerlo per se stesso, poi ci racconta i capitoli che ha letto per non farci perdere il filo della storia.
    In questo modo ho visto che é possibile avvicinare i bambini anche a libri che forse loro non sceglierebbero spontaneamente ma ci prendono gusto con questo metodo.
    Buon finesettimana! Oggi qui piove a dirotto, é davvero una giornata da passare in compagnia dei libri!😉

  6. La mia stanza é invasa dai libri..!proprio stamattina prima di andare al lavoro ho dato un’occhiata alla mia scrivania sommersa di libri che dovrei mettere in ordine,ma non so proprio dove altro metterli.Ieri sera siamo stati a cena da una coppia di amici dove però non eravamo mai andati, appena entrati il corridoio era zeppo di librerie fino al soffitto e pile di libri per terra, mi sono subito trovata bene in quella casa🙂

  7. Noi i libri li abbiamo anche in bagno e non è una battuta.
    Siamo sull’ordine del migliaio abbondante (ma sarebbero molti di più se non fissassimo un budget mensile anche per i libri).
    La gamma degli argomenti è molto vasta: fantasy, gialli, psicologia, religioni, criminologia, fantascienza, i grandi romanzi italiani e stranieri, fumetti, saggistica …..
    Io credo di essere nata con un libro in mano e mia madre mi ricorda da bambina sempre con il naso nei libri. I libri erano i miei più cari compagni.
    Per mio marito credo che sia stato ed è tuttora lo stesso.
    Eppure….. l’esempio non sempre funziona.
    Matilde non ha ancora (e spero che sia un ancora) amore per la lettura.
    Non è mai successo finora di vederla con un libro in mano di sua spontanea volontà.
    L’input finora è sempre venuto da me.
    Ma non mi va di forzarla più di tanto, ho paura di ottenere l’effetto contrario.
    Inutile dire che per me è un “dispiacere”.

  8. Tiziana

    anche in questo caso condivido tutto quello che è stato scritto. La lettura è una cosa naturale per me e mio marito, e con tale naturalezza abbiamo letto e leggiamo molto ai figli e al momento tutti e tre sono molto amanti della lettura. Frequentiamo con regolarità la biblioteca e lì ognuno può scegliere in tutta libertà, se invece regaliamo/proponiamo noi i libri, allora cerchiamo di scegliere libri “belli” sia nel contenuto che nella grafica.
    Inserisco qui un commento riguardo al famoso Geronimo Stilton, anche a me non fa impazzire, ma c’e’ stato un periodo in cui alla figlia maggiore piaceva (a metà della prima elementare), e non abbiamo contrastato questa sua predilezione. Quello che proprio non riesco a capire sono i classici riscritti da Geronimo Stilton, il fatto che proprio tutto il mondo venga ridotto a topi mi crea un po’ di disagio.
    Preferisco proporre i classici in versione integrale, alcuni vengono letti in autonomia, altri li leggiamo insieme, poco alla volta, al mattino prima di alzarci. E’ il momento della giornata che preferisco, accendo la luce in camera dei bambini una ventina di minuti prima dell’ora dovuta, li sveglio, e leggo per loro. E dopo 20 minuti si alzano tutti senza alcun problema.
    Quello che mi piacerebbe fare in quest’anno è avviare la figlia maggiore (ora quinta elementare) alla lettura di qualche articolo di quotidiano, giusto un paio di articoli scelti la settimana. Chissà se ci riusciremo….
    ciao
    Tiziana

  9. bianconiglia

    Che mondo sarebbe senza i libri? Per me, un mondo vuoto e desolato! Sarà che sono cresciuta in una casa piena di libri, e quando vado in case dove di libri non ce ne sono mi sento sempre un po’ a disagio, ma ho cercato – con successo, vedo – di trasmettere questa passione anche ai miei figli. Hanno i loro gusti, che si cerca sempre di rispettare: romanzi, fumetti, libri scientifici, va bene tutto. L’unico punto su cui non riesco proprio a cedere sono le riduzioni di grandi classici, siano versione Geronimo Stilton o di altro genere. Quelle proprio non mi piacciono! Del resto ho visto che se il bambino non è pronto per il libro originale al limite lo inizia e poi lo mette da parte: ma se è un vero lettore, al momento giusto lo riprenderà.
    Inoltre sono d’accordo con Sybille e Tiziana sul leggere a voce alta anche a bambini “grandi”: la lettura dopo cena, tutti insieme sul divano (beh, quasi: lo facciamo aspettando il ritorno di papà) è il nostro rituale dell’inverno, e non vedo l’ora di riprenderlo. Magari introducendo il sistema della lettura a più voci, che non mi sembra affatto male, soprattutto considerando che a quell’ora la più stravolta dei tre sono io…

  10. giulia

    Ciao, sono una maestra di nome Giulia.
    Volevo consigliarti due libri (che forse già conosci!).
    Per te: “Leggimi forte”, un testo scritto da Bruno Tognolini, padre e scrittore. Una riflessione sull’importanza della lettura ad alta voce.
    Per la tua Caterina che ama i classici: “Ulisse” di Roberto Piumini. Alla mia classe è piaciuto molto…l’ho letto loro ad alta voce, l’effetto mitico-solenne è assicurato!

    • perfectioconversationis

      Grazie per i consigli e benvenuta Giulia!
      Qui amiamo molto Piumini, “Ulisse” sarà certamente tra i miei prossimi acquisti.

      Per tutte quelle che hanno parlato di lettura ad alta voce: anche i miei grandi apprezzano molto la lettura ad alta voce, a volte perché leggo per i piccoli e si accodano, a volte perché faccio le voci buffe, altre invece semplicemente inizio una storia per loro e la condividiamo tutti insieme (oppure la finiscono in un secondo tempo da soli perché sono impazienti di sapere come va a finire). Sarà certamente importante per i bambini… ma piace un mondo anche a me!

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  14. Ciao! Sono tornata qua per vedere di avere un po’ di suggerimenti. Leonardo ha 5 anni ed è molto interessato a “sentire leggere”. Gli abbiamo letto favole e racconti da quando era piccolo ed ora, per provare, la sera siamo passati a brevi libri. Il papà legge a lui testi più lunghi e io sto con Manuele, 3 anni, che ancora non riesce a seguire senza disegni, e leggo testi più brevi. Leonardo sembra apprezzare molto, abbiamo letto Il mago di Oz, adesso stiamo finendo Momo e dopo avremo La gabbianella e il gatto. Voglio leggergli libri veri, non ho nulla contro Geronimo Stilton e compagnia, ma se già apprezza la versione originale non vedo ragione di modificarla. Quei testi, che sono graficamente più accattivanti, magari li potrà leggere quando imparerà a farlo da solo. Solo che la lettura va avanti veloce, e cerco disperatamente suggerimenti per il prossimo futuro, contando che forse è ancora piccolo per certe tematiche. Tu cosa proporresti?

  15. Pingback: Avvicinare alla lettura in prima elementare | Canone Occidentale

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