Nella veglia salvaci

Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo

vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen

Nella veglia salvaci, Signore,

nel sonno non ci abbandonare:

il cuore vegli con Cristo

e il corpo riposi nella pace.

I miei figli hanno imparato al campeggio questa bellissima preghiera da dire prima del sonno.

E’ una parte dell’Ufficio liturgico di compieta, secondo i libri liturgici del 1985 (solitamente io dico invece l’Ufficio monastico del 1963, in latino) e contiene il Cantico di Simeone (Lc 2, 29-32).

Altrove ho insistito sul ruolo delle routine nei momenti di transizione, specie nel momento particolarissimo di transizione dalla veglia al sonno.

Ma più ancora conta la bellezza, nutrimento di cuore, mente e anima.

4 commenti

Archiviato in educazione, famiglia, preghiera

4 risposte a “Nella veglia salvaci

  1. MrPotts

    Trovo molto interessante, da qualsiasi punto di vista, il “momento particolarissimo di transizione dalla veglia al sonno”, e nella “Regula Magistri” la cosa credo sia trattata diffusamente. Umberto Neri lo chiama “il famoso rito del chiudere e dell’aprire” e cita un capitolo che si dilunga in proposito, il 30. In cui, tra l’altro, è scritto: “L’abate dirà dunque a tutti: ‘Su, fratelli, muovetevi, in modo che tutto sia finito e non ci sia più occasione che ci obblighi a parlare. L’ora è venuta, infatti, di raccomandarci al Signore e, una volta compiuti tutti gli uffici del giorno, all’ingresso della notte, di chiudere tutti insieme la nostra bocca per il riposo del silenzio e i nostri occhi per il sonno’.”

  2. perfectioconversationis

    Sì, è un momento in cui l’anima umana è particolarmente esposta, aperta a influenze misteriose e divine, a sogni e paure… per questo cerco di fare i modo che i miei figli lo vivano nella preghiera, ascoltando le storie che leggo loro, sentendo il calore della vicinanza e dell’affetto che ci lega.
    Per quanto riguarda la Regula Magistri, mi è arrivata da poco l’edizione di Paideia (devo avertene accennato tempo fa), ma ammetto di non averla ancora affrontata… sul mio comodino c’è una lista d’attesa piuttosto imbarazzante!

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