L’uomo che piantava gli alberi

“Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole”. Jean Giono, L’uomo che piantava gli alberi, Salani 1996.

Questo libro breve e semplice, adatto anche a un bambino di quarta elementare, ambientato nelle vicinanze del Mont Ventoux (nella Provenza che amo), scritto da un autore autodidatta, lettore della Bibbia e di Omero, è un piccolo gioiello. Tratta un tema che per me ha un grande fascino: quale traccia può lasciare un uomo solo, quando si impone di agire secondo la propria forza morale? Che effetto ha sul mondo un solo spirito libero, un solo gesto generoso, per quanto nascosto esso rimanga?

Quale eco ha nell’economia generale delle cose un solo atto di giustizia?

E ancora, scendendo nel dettaglio, quali sono i miei gesti destinati a restare? A modificare di una virgola il mondo che ho trovato?

Il male non ha consistenza, non ha peso ontologico, solo il bene è destinato e rimanere per sempre.

Advertisements

1 Commento

Archiviato in ecologia, libri

Una risposta a “L’uomo che piantava gli alberi

  1. L’abbiamo letto anche noi. Mi piacciono le domande che poni a proposito. E soprattutto l’ultima frase del tuo post: grazie, é perfetta per iniziare questa settimana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...