Dragonight. Storia di due draghi

Giorgio ha scritto un libro. Ci ha lavorato, di tanto in tanto, per quasi tutto l’inverno. Niente di troppo lungo: sei paginette scritte al computer, più un disegno in copertina. Il titolo è Dragonight. Storia di due draghi.
In sintesi c’è un drago protagonista, che deve affrontare delle missioni. Incontra un altro drago (Aquarionight) con cui inizialmente combatte. Ma poi si scopre che questo è un drago-femmina, si innamorano e – dopo un colpo di scena finale durante il quale un vecchio nemico tenta di mandare a monte le nozze – si sposano. Il disegno di copertina è anche opera di Giorgio e rappresenta un drago blu e uno rosso. Ne abbiamo fatto dieci copie rilegate, da dare ai parenti e agli amici che sceglierà Giorgio. La sua maestra l’ha letto in classe a tutti i suoi compagni.
Penso che a questa età vedere un lavoro del genere finito, averlo concretamente tra le mani, sapere che è tutta opera tua, deve essere quasi come per un adulto ricevere il proprio primo romanzo fresco di stampa. Giorgio è brillante, ma fa fatica a portare a termine i progetti, per questo motivo il volumetto è ancora più prezioso ai miei occhi. Inoltre la storia, per quanto non sia certo più elaborata di quel che può concepire un bambino di otto anni che ha fatto la seconda elementare, non è la copia pedante di altre storie: è frutto di idee originali.
Anche Marco ha un progetto, che coltiva da mesi col papà: un piccolo quaderno tipo moleskine, in cui ci sono delle storie assurde che detta a mio marito, il quale si limita a scrivere senza suggerimenti e anche senza correzioni. Per ogni pagina scritta, ne lasciano una bianca, in cui Marco illustra la storia. Il titolo è Dei paciocchi in città e la definirei una raccolta di storie “picaresche” o al contrario. La prima, ad esempio, parla di un uomo che passa a un casello autostradale e il casello gli dà dei soldi invece di chiederli. L’uomo ci riflette e si dice “Devo ripassare di qui”. I disegni sono semplici e alcuni deliziosi.
Mi piace molto il rapporto che tutti i miei figli hanno con i libri, da Giulia che si sta immergendo in Shakespeare, nel teatro greco e latino e in testi storici, a Caterina che legge Piccole donne e Peter Pan, a Benedetta che vuole sentire ripetere Riccioli d’oro e i tre orsi all’infinito. E’ una delle cose che avrei tanto voluto trasmettere loro, ma allo stesso tempo so quanti bambini odiano la lettura e non ho mai voluto forzare i miei figli, per non ottenere l’effetto opposto.
Credo che il gusto di leggere insieme, la lettura ad alta voce e la disponibilità di libri a portata di mano siano stati gli ingredienti di questo amore per i libri e le storie. La verità è che io sono la prima ad amare i racconti che leggiamo insieme e molto spesso le storie che propongo sono le storie che ho amato o che ho voglia di rileggere…
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3 commenti

Archiviato in educazione, famiglia, libri

3 risposte a “Dragonight. Storia di due draghi

  1. bello! grazie di aver condiviso.Tiziana

  2. Bella sia l'idea di Giorgio che quella di Marco!

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