Pregare con i bambini/4

Nei giorni scorsi ho percorso il perché, il come, il cosa. Il mio breve viaggio nella preghiera con i bambini è quasi finito, anche se mi piacerebbe sentire altre esperienze, scoprire abitudini e stili diversi dal nostro.
Vorrei però aggiungere un’appendice su una pratica devozionale tradizionalmente collegata alla preghiera in famiglia e alla grazia particolare da cercare in quanto famiglia.
La famiglia è un organismo che ha suoi funzionamenti, sue gioie e suoi problemi specifici, risorse e fatiche che le sono proprie. E’ particolarmente importante che ogni membro della famiglia cerchi di accrescere la particolare grazia di stato che ci permette di compiere il nostro dovere proprio in quanto membri di questo particolare gruppo umano.
Pregare il Rosario in famiglia significa metterci alla scuola della Vergine Maria per andare incontro al suo Figlio, significa prendere a modello la famiglia di Nazareth per la nostra famiglia.
I vantaggi di questa preghiera si possono così riassumere:
1. il Rosario ci mette sotto la particolare protezione di Maria;
2. il Rosario ci induce a meditare sulla vita di Nostro Signore, sulle virtù praticate da lui, da sua madre e da san Giuseppe, indicandoci un modello anche per la nostra famiglia;
3. il Rosario ci riunisce, addolcisce i cuori a volte feriti, dà slancio a quelli stanchi, nel Rosario ritroviamo quell’unione e quella vicinanza interiori che talora la vita di tutti i giorni tende a disperdere.
Come dire il Rosario?
Se il cuore di questa preghiera è sempre lo stesso, trattandosi di una pratica popolare molto antica e molto diffusa tende ad avere una parte introduttiva e una finale estremamente variabili (aggiunta di pratiche personali, abitudini locali…). Personalmente, quando dico il Rosario da sola o con mio marito, preferisco il latino e aggiungo alcune preghiere (per il Papa, per delle intenzioni particolari…), ma quando la dico con i bambini ritengo che sia importante andare all’essenziale, rendendola più breve e semplice possibile: in questo modo non diventa troppo noiosa e i bambini possono ricordare molto più facilmente cosa viene dopo, quindi è per loro più semplice partecipare conducendo a turno le preghiere.
Se possibile, ogni bambino avrà un proprio Rosario personale, colorato e resistente (può essere anche l’idea per un semplice lavoretto).
Si inizia con il segno della croce. (Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen).
(è importante che questo segno sia fatto bene e conosciuto dai bambini)

Si annuncia il primo mistero del giorno (Nel primo mistero gaudioso contempliamo l’Annuncio dell’angelo Gabriele alla Vergine Maria…)
Un membro della famiglia a turno dice la prima parte del Padre Nostro (fino a “come in Cielo così in terra), gli altri membri rispondono con la seconda parte del Padre Nostro.
Riprende la persona che aveva detto la prima parte del Padre Nostro, dicendo la prima parte dell’Ave Maria (fino a “Gesù”). Il resto della famiglia risponde con la seconda parte dell’Ave Maria. Si ripete questo passaggio per 10 volte (intanto i bambini si aiuteranno con i loro Rosari personali per tenere il conto).
Ancora il membro della famiglia che sta conducendo questa decina inizia il Gloria (fino a “Spirito Santo”), gli altri rispondono con la seconda parte del Gloria.
Tra una decina e l’altra, dopo il Gloria, si può aggiungere “Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’Inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia. Amen“. (facoltativo)
Si termina con un Salve Regina e ancora il segno della croce.
Per riassumere:
segno della croce
primo mistero
1 Padre Nostro
10 Ave Maria
1 Gloria
1 Gesù mio (facoltativo)
secondo mistero
1 Padre Nostro
10 Ave Maria
1 Gloria
1 Gesù mio (facoltativo)
terzo mistero
1 Padre Nostro
10 Ave Maria
1 Gloria
1 Gesù mio (facoltativo)
quarto mistero
1 Padre Nostro
10 Ave Maria
1 Gloria
1 Gesù mio (facoltativo)
quinto mistero
1 Padre Nostro
10 Ave Maria
1 Gloria
1 Gesù mio (facoltativo)
Salve Regina
segno della croce
Ed ecco lo schema dei misteri, a seconda dei giorni della settimana:
Lunedì e sabato
Misteri gaudiosi (Annuncio dell’Angelo Gabriele alla Vergine Maria, Visita della Vergine Maria a Santa Elisabetta, Nascita di Gesù in una grotta a Betlemme, Presentazione di Gesù al tempio, Ritrovamento nel tempio di Gesù disputante tra i dottori della Legge)
Martedì e venerdì
Misteri dolorosi (Agonia di Nostro Signore nell’orto del Getsemani, Flagellazione alla colonna di Nostro Signore, Incoronazione di spine di Nostro Signore, Salita al monte Calvario di Nostro Signore carico del pesante legno della croce, Morte in croce di Nostro Signore)
Mercoledì e domenica
Misteri gloriosi (Resurrezione di Nostro Signore, Ascensione al Cielo di Nostro Signore, Discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti nel cenacolo, Assunzione in Cielo della Vergine Maria, Incoronazione di Maria regina del Cielo e della terra nella gloria degli angeli e dei santi del Paradiso)
Giovedì
Misteri luminosi (Battesimo nel Giordano di Nostro Signore, Autorivelazione di Nostro Signore alle nozze di Cana, Annucio del Regno di Dio e predicazione di Nostro Signore, Trasfigurazione di Nostro Signore sul monte Tabor, Istituzione dell’Eucarestia durante l’ultima Cena).
Come molte cose, è molto più facile farlo che spiegarlo: non abbiate paura di proporlo in macchina, durante viaggi lunghi, aspettando da qualche parte, camminando, né lasciatevi impressionare se soprattutto i più piccoli non vorranno dirlo tutto, ma solo un pezzetto. Con i piccolissimi si può anche dire un solo mistero, magari spiegato con qualche parola alla loro portata.
Con i ragazzi più grandi si può arricchire in vario modo: un metodo classico è aggiungere la lettura di un breve passo evangelico o una frase da meditare per ogni mistero annunciato. All’inizio, subito dopo il segno della croce, è prassi piuttosto comune dire il Credo, un Padre Nostro, tre Ave Maria (una al Padre, una al Figlio e una allo Spirito Santo) e un Gloria introduttivi.
Buona preghiera!
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4 commenti

Archiviato in educazione, famiglia, preghiera

4 risposte a “Pregare con i bambini/4

  1. Ho letto con molto interesse questa tua serie sulla preghiera con i bambini.In famiglia siete credenti sia tu che tuo marito, per cui riuscite a portare avanti coerentemente questo progetto e a dare l'esempio.Per me è un po' più complicato perchè, pur avendo un buonissimo rapporto con la mia metà, non condividiamo questo percorso di fede. E vedo che mio figlio ne risulta disorientato, ma comunque qualche semino è stato seminato e qualcosa è germogliato…Per quanto riguarda il Rosario, volevo riferirti una di quelle cose che mi spiazzano: nella chiesa che frequento, dei Gesuiti, i sacerdoti sono estremamente critici nei confronti del Rosario o delle lunghe preghiere. In realtà poi ognuno dovrebbe seguire il proprio cuore e pregare come meglio desidera, ma alcuni non potrebbero essere disorientati da questi interventi?

  2. d.

    Ciao melanele, in effetti avere la stessa visione del mondo è d'aiuto, sia per noi sia per i bimbi, ma penso che si possa proporre la preghiera anche se il coniuge non condivide la nostra prospettiva (ovviamente è molto più facile se ha almeno un atteggiamento di rispetto, mentre diventa tutto più difficile se è apertamente ostile…). La mia convinzione è che il desiderio di Dio sia posto al fondo di ogni cuore, tu non puoi decidere il modo e il momento in cui tuo figlio cercherà Dio, ma puoi mostrargli una via per avviare un dialogo a sua volta. Quello che importa è che veda che la preghiera è importante PER TE. Circa il Rosario, pur non volendo mancare di rispetto a nessuno, è una preghiera della Chiesa da centinaia di anni, ha dato conforto e formazione a generazioni di cristiani, a volte analfabeti. Certamente è una devozione privata, non una preghiera liturgica, e come tale può essere scelta liberamente a seconda della sensibilità di ciascuno. Però ti prego di considerare un semplice fatto empirico: quando si dice che bisognerebbe seguire il proprio cuore nella preghiera, spesso si finisce col non pregare affatto. E' quello che è successo negli ultimi cinquant'anni, proprio grazie a uomini di Chiesa che dicevano le cose che hai riferito, mentre se ci si prende l'impegno di pregare regolarmente, anche quando siamo stanchi, anche quando non ne abbiamo voglia… potrà capitare comunque di saltare qualche giorno, ma intanto si prega… ed è proprio nella preghiera costante che può nascere quel dialogo con Dio, che può prendere anche la forma di un discorso con parole nostre. Faccio un esempio terra-terra: se tu con una persona non ti scambi neppure il buongiorno-bunasera, difficilmente poi le racconterai i tuoi fatti intimi; solo con chi abbiamo più confidenza possiamo aprirci davvero. Lo stesso vale con Dio: lui certo è sempre pronto ad ascoltare, ma noi dobbiamo coltivare questo rapporto, altrimenti non sapremo parlargli.

  3. Avevo scritto un altro commento ma si è perso nei meandri della rete…Mi sono spiegata male: condivido con te quello che hai scritto, quello che volevo in realtà sottolineare è questo: anche nella Chiesa, sembra di trovarsi di fronte a dei partiti politici. Nel senso che ci sono molte correnti, spesso in netta contraddizione tra loro.Ad esempio, cosa ne penseranno le dolci anziane signore che si ritrovano nella mia parrocchia a pregare con devozione il Rosario il sabato sera, quando il parroco poi il giorno dopo se la prende con chi lo recita? Perchè il sacerdote deve dire così? Non è sempre la Fede che muove tutti i Cristiani? Forse che la Fede delle signore (e in generale di tutti coloro che pregano il Rosario) è di serie B? Certo che non lo è, anzi le tue precisazioni nei confronti della storia di questa preghiera sono molto utili. Perchè questo snobismo?Altro esempio: chiesa A della mia città, neocatecumenali: guai a chi prende l'Eucaristia in bocca: il modo giusto è in mano, solo i Cristiani di serie B non fanno così.Parrocchia B, a poche centinaia di metri in linea d'aria dalla parrocchia A. Sacerdote che si scaglia contro coloro che prendono l'Eucaristia in mano, potrebbero utilizzarle in messe nere, non è rispettoso… e tutte queste dichiarazioni vengono fatte durante l'Omelia, quindi hanno un certo peso.Quello che voglio dire è che o hai una Fede molto forte e le idee ben chiare e i fondamenti saldi, altrimenti rischi di confonderti.Ecco a me a volte mi mancano i fondamenti, per cui devo fare un grande sforzo di discernimento.In realtà ci sarebbe da parlare ore sul Concilio Vaticano II, non è vero?

  4. d.

    Tocchi un tasto davvero dolente: nella Chiesa è più che legittimo che ci sia una varietà di carismi (chi si occupa di assistenza, chi di formazione, chi è un contemplativo, chi lavora nel sociale…), ma bisognerebbe avere le idee molto chiare sul Magistero e sul catechismo, proprio per non scandalizzare i più semplici. Di certo chi prega il Rosario non è di serie B e commette un errore chi lo pensa.Lo specifico della Chiesa cattolica è di poter riunire a pieno titolo la vecchina analfabeta che conosce qualche preghiera a memoria e il grande teologo. San Tommaso, morendo, disse di bruciare tutte le sue opere, perché non valevano la fede di una semplice fedele inginocchiata (per fortuna non è stato ascoltato…!). Chi non capisce questa ricchezza difficilmente può fare opera di evangelizzazione.Lo stesso dicasi per la Comunione in mano o in bocca: la verità è che è lecita in entrambi i modi. Se leggi i documenti che ne parlano, scopri che quella in bocca è più antica ed è il modo "ufficiale" della Chiesa, mentre quella in mano è stata introdotta di recente dalle varie conferenze episcopali nazionali come deroga alla legge universale. Ma comunque lecita.Il punto vero è proprio la ricezione del Concilio Vaticano II: non i documenti in sé, che sono chiari, ma la sua ricezione fantasiosa e creativa da parte di una grande percentuale del clero, che appunto porta ciascuno a dire e a fare un po' come gli pare. Su questo Benedetto XVI ha fatto molta chiarezza, ma le vecchie abitudini sono dure a morire…

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