Il senso del cibo

In famiglia sono un po’ la barzelletta di tutti, da quando recentemente ho avuto una svolta “bio”.
Ad ogni boccone o sorsata che ingeriscono, mi chiedono in coro scherzosamente “è bio?”.
Devo dire che ritengo l’alimentazione uno dei molti modi di “fare attenzione”, “essere concentrati”, “avere cura”. Pur avendo in passato acquistato occasionalmente cibi biologici, non ne avevo mai fatto una questione di scelta esclusiva. Fino a che, come spesso capita, una piccola cosa mi ha fatto riflettere.
Il cibo biologico è quel cibo coltivato senza l’aiuto di prodotti chimici, quindi un cibo più rispettoso dei processi di crescita organica degli alimenti (vegetali e animali) e più sano per l’utente finale. Pur sapendolo, la sola spinta “salutista” non è mai stata sufficiente in me. Inoltre si tratta di sistemi di coltivazione e allevamento meno nocivi per l’ambiente (suolo, aria, acque), ma anche questo non è mai stato una molla sufficiente.
Poi ho visto questo filmato, e la molla – appunto – è scattata. L’agricoltura biologica è anche quella più rispettosa di chi lavora la terra, della sua salute, delle sue competenze, del suo rapporto con il territorio, la tradizione alimentare e gastronomica, del suo inserimento in un ciclo naturale di stagioni e precipitazioni. Ecco, per me si è chiuso un cerchio. Sto meglio io, sta meglio la terra, sta meglio chi la coltiva. Non mi serve sapere altro.
Da qualche mese sto allora facendo la spesa in parte in negozi biologici e in parte su un bellissimo sito http://www.cornale.it/, tramite il quale si possono ordinare prodotti buonissimi, consegnati una volta alla settimana direttamente sulla porta di casa. Un modo per ricostruire un contatto tra chi coltiva la terra e chi ne mangia i frutti, un modo per pensare meno superficialmente al valore del cibo che trattiamo, a chi ci sta dietro, a chi lo prepara, alle generazioni che lo hanno selezionato, a chi lo cucina.
Ma ieri si è aggiunto un ulteriore elemento: ho bevuto con mio figlio Marco un buonissimo succo di pesca, con un sapore completamente diverso da quello a cui siamo stati abituati dalla grande industria alimentare. Su questo succo c’è un’etichetta che recita “La Terra, proprietà di Dio, ama i suoi figli. Questo legame riporta l’uomo e l’agricoltura in armonia con le cose create”. Il succo è uno dei prodotti della cooperativa “La pietra scartata…”, di cui si può leggere una breve presentazione sul sito web.
Marco mi ha detto “è il più buono che ho bevuto”… credo che sia proprio vero, in tanti sensi.
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