Sono perplessa

Molto perplessa. Ecco l’esperienza delle ultime due volte in cui Giorgio si è incontrato con dei coetanei per giocare.
Primo caso, un compagno dell’asilo incontra per caso mio figlio, erano amici e giocavano spesso insieme, la mamma invita mio figlio a giocare da loro per qualche ora, io devo fare degli accompagnamenti dei suoi fratelli, ma ringrazio e dico che andrò a prenderlo dopo circa un’ora e mezza. Arrivo e li trovo nella camera del bimbo, davanti a un computer acceso (esatto, il computer staziona esattamente lì, vicino al letto), con un videogioco piuttosto violento: entrambi ipnotizzati. La mamma mi dice compiaciuta che mio figlio è stato bravissimo: non si sono mossi di lì neppure un momento!
Sono innervosita, ma la signora fa la stiratrice in casa, immagino che avesse bisogno di poter finire il suo lavoro e magari è persino fiera che suo figlio sia bravo a usare il computer. Lascio perdere, sorrido e saluto. Mio figlio sarà intrattabile per tutta la sera, è arrabbiato perché il suo amico non gli ha neppure lasciato toccare il gioco: ha potuto solo guardare l’altro che giocava. Mi chiedo: ma perché invitarlo, allora?
Qualche settimana dopo mi telefona la mamma di un compagno di classe dell’anno scorso, ora si è trasferito in un’altra zona, ma vorrebbe poter rivedere Giorgio. Li invito un sabato pomeriggio a casa mia. La signora (certamente di buon livello culturale) toglie il cappotto al figlio, estrae dalla borsa un videogioco portatile, lo consegna al bambino e gli dice “divertiti”. Ovviamente i bimbi finiscono per due ore in cameretta, zitti e muti, fino a quando non li interrompo per la merenda.
Aggiungo Caterina, invitata da un suo caro amico, bambino vivace e molto spiritoso. Forse troppo vivace, così finisce che si attacca (insieme a mia figlia) a una Nintendo Wii, e non passa più il tempo a fare scivolate nel corridoio.
In altri casi, ai bambini viene proposto di vedere una videocassetta (in maniera automatica, non dopo un lungo gioco animato, ad esempio).
Ma mi domando: è possibile che ormai un numero enorme di mamme ritenga che i videogiochi siano la sola forma di interazione possibile tra bambini anche piccoli? E’ possibile che non ci siano regole e limitazioni? Se questi giochi possono talora trovare la giustificazione per i bambini soli (così i genitori non devono giocare con loro), perché nei casi precedenti (si tratta di bambini che hanno tutti almeno un fratello o una sorella) li usano massicciamente anche bambini che soli non sono? E perché li usano quando hanno un amico o un’amica lì presente in pelle e ossa con cui giocare?
In teoria tutti sanno che dovrebbero essere limitati gli accessi agli schermi (ogni famiglia può avere delle regole diverse, ma su una certa regolamentazione in teoria tutti concordano), perché di fatto i bambini sono lasciati liberi di accedere a questi mezzi quando vogliono, e talora persino incoraggiati?
Perché vanno sempre annientati davanti a un videogioco o a uno schermo?
Com’è possibile poi che nessuna mamma mi chieda se per me va bene?
E se fossi contraria? Devo subire gli stili di vita altrui sia quando i miei figli sono invitati, sia quando invitano? C’è modo di mettere un limite, senza dover essere maleducata, ma neppure succube?
Ci sto pensando, ma non ho ancora trovato risposte a queste domande…
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4 commenti

Archiviato in educazione, gioco

4 risposte a “Sono perplessa

  1. Io seleziono abbastanza in base a queste cose i bambini da cui andare. Per quanto riguarda invece i bambini ospiti, a casa mia si gioca in altro modo, e chi si dimostra incapace di farlo (ma sono casi rari) la volta successiva non viene richiamato.Poi per frequentare gli altri aspettiamo la buona stagione quando possono vedersi tutti ai giardini.mpax

  2. la faccenda degli "schermi" è complessa. io non vedo tutto questo accordo sul fatto che l'esposizione vada limitata. lo vedo nei blog che frequento, non lo vedo nella mia vita reale.quando il limite c'e', è spesso solo un divieto, che non si accompagna ad una proposta di qualcosa di più interessante. e quindi è vissuto come un peso terribile da adulti e bambini.io limito molto in casa mia, anche e soprattutto quando ho ospiti. ammetto che non avrei accettato il DS da parte di un ospite, a costo di sembrare scortese. In casa degli altri lo accetto (con tristezza), ma posso arrivare a pensare che come io non chiedo il permesso alle madri per fa dipingere i miei ospiti o per preparare insieme i biscotti, cosi' non mi arrabbio troppo se gli altri non mi chiedono il permesso di sfoderare il DS o la playstation. Si tratta pur sempre di occasioni che avvengono una volta ogni tanto. buona giornataTiziana

  3. d.

    @ mpax: il problema è che non sempre è facile selezionare, purtroppo è un andazzo generale, mi sembra di cercare delle mosche bianche!@tiz_and_co hai ragione, in linea di massima anch'io cerco di gestire quel che accade a casa mia e lascio correre quando invece i miei figli sono ospiti (proprio per questo invito di più di quanto non accetti gli inviti), ma nel caso della signora che estrae la DS, è rimasta a casa mia e in qualche modo avevo paura che si sentisse sotto censura… ma forse mi faccio troppi problemi, dovrei dire le cose con serenità, e vedere quel che capita 😉

  4. sul DS io vado giù dura … per me è strumento del diavolo…in genere le mamme mi guardano stranite e mi dicono che no, ci sono tanti giochi educativi, e che imparano tanto. quando una mi ha detto che c'e' pure un gioco dove imparano ad accudire i bambini piccoli non sono riuscita a trattenere la risata di pancia! scherzi a parte, a me i bambini che giocano al DS fanno paura, mi sembra che siano sempre sul punto di avere convulsioni, con lo schermo appiccicato agli occhi e la pennina che va all'impazzata. non lo tollero proprio.buona serataTiziana

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