Un monastero per il XXI secolo

Questa mattina mi è capitato di passare un paio d’ore in macchina. Da mesi quasi non guardo la televisione e praticamente non ascolto mai la radio. Ma oggi, per vincere il grigiore e il traffico torinesi, ho provato a cercare un po’ di musica accendendo l’autoradio. Sono stata sommersa da una valanga di annunci commerciali, tutti di stucchevole ambientazione natalizia e carichi di un frizzante entusiasmo per non si sa cosa. Indipendentemente dalla tipologia del prodotto proposto (assicurazioni, pellicce, calze da donna, prodotti alimentari…), tutti si sono sentiti in obbligo tentare di impennare le vendite producendo un tristissimo spot natalizio.
Mi scuso quindi in anticipo, se ho pensato anch’io a un annuncio commerciale: i monaci del monastero di Le Barroux, a cui sono particolarmente legata, da alcuni anni hanno aperto una fondazione (si chiama così un gruppo di monaci che si staccano da un monastero per andarne ad aprire uno nuovo) a Saint-Pierre de Clairac, il monastero Sainte-Marie de la Garde.
I monaci si sono insediati in alcuni edifici già esistenti, ma hanno in progetto di espandersi fortemente e di costruire un monastero “importante” come quello da cui provengono.
Per affrontare le spese di tale progetto i monaci possono contare solamente sul proprio lavoro e sulla generosità delle offerte spontanee.
Sul loro sito http://www.jeconstruisunmonastere.com/ si possono trovare maggiori informazioni sul luogo, il lavoro fatto, quello che rimane da compiere e su come aiutare concretamente i monaci.
Ovviamente, per chi potesse, si possono anche andare a trovare personalmente e pregare con loro!

2 commenti

Archiviato in Dom Gérard Calvet, feste, monastica

2 risposte a “Un monastero per il XXI secolo

  1. Ciao D., arrivo qui da Claudia.Scusami se sono fuori post ma volevo solo dirti quanto mi sia piaciuto il tuo commento sulle fiabe Grimm, scritto in maniera brillante e che mi trova perfettamente daccordo con te.Ho conociuto di persona quell'atmosfera di cui parli quando quest'estate ci siamo ritrovati lungo la strada delle fiabe in Germania visitando luoghi suggestivi e al contrario di quello che si pensa (fatto salvo per un paio di posti) assolutamente non turistici.Solo questo. Non ha avuto ancora modo di leggere il tuo blog, ma appena torneremo da questo nuovo viaggio sono passerò di nuovo qui per provare a conoscerti un po'. So che era solo un commento ma sono proprio le piccole cose quelle che contano di più no?Un caro saluto e a presto.

  2. d.

    Ciao, ti ringrazio per il tuo commento: in effetti ci sono alcuni luoghi della Germania che mi piacerebbe molto visitare (la Foresta Nera e la Baviera, in primis), ma io al contrario di te non sono molto "Giramondo", almeno per ora, il mio concetto di vacanza con 5 figli è qualcosa di molto stanziale… in futuro chissà ;)? Chissà quante volte abbiamo immaginato vacanze in barcone o in camper per quando saranno più grandi…

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